sabato 21 novembre 2009

Dai lavoratori Agile ex Eutelia che stanno per perdere 9000 posti di lavoro. Per favore, fate girare.


Cari Amici
scusate se vi chiedo un piccolo aiuto;
io a altri 1191 colleghi della ditta Agile ex Eutelia una sede è anche a Pregnana Milanese (tutti derivanti da aziende come Olivetti e Bull):
a fine anno saremo tutti licenziati probabilmente senza poter usufruire degli ammortizzatori sociali.
Ben presto a noi si uniranno altri 6600 colleghi di Phonomedia uno dei più grandi call-center in Italia.

Tutto ciò grazie a degli imprenditori che qualcuno, con un eufemismo, ha definito "diversamente onesti"
Questo sta accadendo nel silenzio più totale, nonostante varie manifestazione anche eclatanti (incatenamenti davanti a Ministeri competenti, salite sui tetti delle sedi, occupazioni delle sedi), sembra che nessuno si accorga di noi.
Il Governo ci ignora, sembra che il destino di quasi 9000 famiglie non lo interessi nemmeno!

Non stiamo percependo alcun stipendio nè rimborsi spese ormai da 3
(tre)
mesi !!!!!!!!!!.
(conosco colleghi cinquantenni, con mutui e/o affitti, che per mantenere la famiglia chiedono soldi a genitori e suoceri!!!!!!!!)

Vista la situazione qualcuno ha pensato di usare il tam-tam delle mail come la vecchia "catena di S. Antonio"
per fare conoscere la nostra situazione al più alto numero di persone possibile, sperando che arrivi alle orecchie di qualcuno...."in alto".

Tutto quello che vi chiedo è :
Inviare al più presto una mail con l'allegato al maggior numero di amici possibile,
con la preghiera che loro lo inviino al maggior numero di amici possibile.
In questo modo in pochi giorni migliaia, forse,milioni di persone saranno al corrente di quanto ci sta succedendo e chissà che la voce non arrivi a chi è in grado di farsi sentire.
Per cortesia, fate capire ai vostri amici che NON è la solita catena di S.Antonio, NON è uno scherzo si tratta di 9000 famiglie che non sapranno come arrivare a fine mese !.

Vi ringrazio di cuore fin d'ora
gianfranco

p.s.
se qualcuno vuole dei chiarimenti divulgate pure il mio ind.mail e i miei numeri di telefono, mi fido di voi.

Gianfranco Fusaz
Montereale Valcellina
tel 0427-79306
cell 347-4688960
mail gfusaz@alice.it

giovedì 5 novembre 2009

PIENI DI CROCEFISSI, POVERI D'IDENTITA'


L'Identità si tutela nel cuore, non nei simboli. Io lo so bene, poichè custodisco nel mio cuore la fede in Dio.
E l'identità di una nazione (ammesso che esista un 'identità univoca e io ho i miei dubbi) non può esprimersi in un'unica identità di fede. Soprattutto nei tempi della post modernità, in cui il rapporto con la religione è sentito in maniera molto debole rispetto al passato e in molti sono coloro che optano per scelte religiose o spirituali diverse. Democrazia vuol dire anche questo. Ad esempio, io che non sono straniera e non sono nemmeno cattolica, mai ho pensato al crocefisso come ad un simbolo che potesse esprimere la mia identità. Se un cattolico ha un'identità spirituale forte, lo sa nel suo cuore e non ha bisogno di feticci. Nè di imporre tali feticci a chi non li condivide.

Voglio spiegarmi meglio, perchè è un argomento a cui tengo in modo particolare.
La fede in Dio è abbandono, surrender. Un sentimento che risiede nel petto, una scintilla che brucia leggera e rischiara e dà la forza e il coraggio del cammino intrapreso. Soprattuto quando questo cammino conduce verso il cambiamento. E cambiare, lo sappiamo, fa male. Fa male lasciare per strada brandelli della propria personalità, quelli che in cui vedevi costituita la vera essenza di te stessa e che un giorno scopri essere solo fumo, apparenza e niente più. La fede supporta questo cammino.

Per questo credo che prima di schierarsi pro o contro l'imposizione del crocifisso nei luoghi pubblici, sarebbe il caso di soffermarsi tutt* a meditare sul significato della fede e dei suoi simboli. Credo che un* ver* cristian*, nonostante grande sia la distanza che ci separa, capisca e condivida le mie parole. Le persone che non la capiscono o non la condividono sono quelle che fanno della fede una religione, una chiesa, un partito, una parrocchia, un modo di socializzare, un modo di fare politica, di imporre usi, costumi, idee, credenze, "identità", storia, tradizione, menzogne, gerarchie, controllo sulle masse e via dicendo...Sono quelli cioè che la esteriorizzano, la rendono altro da sè. La fede è invece un sentire profondo, fisico. La senti nel corpo. Nella materia della tua propria carne.
Una volta che si è vissuta una esperienza come questa, si guarda ai feticci non con disprezzo. Ma con un sorriso leggero.
Mentre coloro che esteriorizzano, che per vivere i propri sentimenti (non solo quelli spirituali) sono costretti ad esternalizzarli e ad incarnarli in qualcosa al di fuori da sè, come un simbolo, sentono a loro volta la necessità di imporli anche a chi non li condivide. Il semplice fatto della non condivisione li mette in crisi, poichè si sentono a loro volta non condivisi, cioè attaccati, vulnerabili. Fragili. In parole povere, si trovano a tu per tu con la propria difficoltà di "sentire" e sentono vagamente che di fronte all'opinione "altra", la propria idea di sè stessi, l'immagine, l'"identità" che si sono costruiti con tanto sforzo crolla giù come un castello di carte mal costruito. Insomma, è come se qualcuno dicesse loro: Se io non li condivido quei crocifissi, puoi farlo anche tu. Cosa che inconsciamente temono, il non credere in ciò che professano. Queste persone, com'è il caso di dire, di poca fede mai ammetteranno - soprattutto a sè stesse - la loro difficoltà di "sentire". E' una questione molto delicata e per niente scontata. Spesso chi viene messo in discussione, reagisce in maniera violenta. Conosciamo la storia.
E la violenza diventa istituzionale quando la fede veste gli abiti della politica. Mi fanno sorridere questi leghisti ultra cattolici dediti ai loro feticci cristiani e ai rimpatri forzati dei clandestini. Rido amaro quando ricordo le persone che portavano le pagnotte sotto le finestre di Eluana Englaro. Rido di gusto quando qualche politico cattolico viene beccato con la prostituta di turno e invoca perdono e comprensione per la solitudine che è costretto a vivere.
Per ultimo, voglio concludere con un'ulteriore riflessione su un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti. Mi appare evidente, infatti, che oggi un crocifisso possa rappresentare l'Identità italiana solo attraverso un grande sforzo di fantasia. Guardiamo i giovani. Cosa è rimasto delle parrochie? della messa la domenica mattina? I giovani, ringraziando Iddio, sanno mescolarsi meglio fra di loro. Nelle scuole ragazzi e ragazze di provenienze e culture diverse hanno imparato a comunicare e ad aprire i loro orizzonti. Qualcuno ha perfino sostituito Dio con la playstation (non tutti ovviamente, ma direi in una buona maggioranza). E anche i loro genitori non sono da meno: lo hanno rimpiazzato con il cellulare di ultima generazione, la palestra e il televisore a schermo piatto. Politeisti! Non c'è futuro per la religione cattolica in questa nostra nazione.
A questo punto penso che tanto varrebbe che nei luoghi pubblici d'Italia si sostituisse il crocefisso con l'IPhone, oggetto di culto che oggi sembra rappresentare in modo senz'altro più adeguato l'identità di "noi italiani".

giovedì 29 ottobre 2009

Perdono il posto di lavoro ma nessuno ne parla.

operai-thumb.jpg


Dalla voce di un operario della Nilfisk:

NILFISK ADVANCE DI GUARDAMIGLIO (LODI): LA MULTINAZIONALE SCAPPA A FAR
PROFITTI IN UNGHERIA E NOI PADRI DI FAMIGLIA COSA FACCIAMO?...CHIEDEREMO A
BERLUSCONI DI ASSUMERCI PER COSTRUIRE IL PONTE SULLO STRETTO?

Altri lavoratori perdono il posto di lavoro e ancora una volta, i media non ne parlano.

mercoledì 28 ottobre 2009

GLI OPERAI DELLA BIRAGHI NON VENGONO PAGATI DA 3 MESI E I GIORNALI NON NE PARLANO


ho appena ricevuto questo messaggio su Facebook:

Questa mattina alle 8 gli operai della BIRAGHI pompe e fonderie di Gravellona Lomellina (PV), hanno bloccato la fabbrica con un presidio davanti ai cancelli, per il mancato pagamento dello stipendio da 3 mesi. L' azienda che non ha problemi di commesse e continua a rimandare i pagamenti con il senno di poi! Gli operai bloccheranno ogni attività fino a quando inizierà il pagamento degli stipendi. Chiedono inoltre il sostegno per pubblicizzare il più possibile la loro situazione, in modo da fare sin da subito una pressione psicologica sul padrone!

Ho fatto subito una ricerca su internet per trovare un'agenzia stampa che ne parlasse ma non ho trovato nulla! e ora che sto scrivendo sono le 14:14 ...

venerdì 23 ottobre 2009

Perchè gruppi come "UCCIDIAMO BERLUSCONI" oltre ad essere inutili sono anche dannosi.


Stamattina alle 7.20 apro la pagina de la Repubblica per la consueta rassegna stampa e trovo un articolo con questo titolo: "Web, oltre 14mila per "Uccidiamo Berlusconi"
Alfano: "Indagine sulla sicurezza del premier". Non conoscendo l'esistenza di questo gruppo su
facebook prima leggo l'articolo poi vado a cercarlo. Vi riporto la parte finale dell'articolo, che è la più importante:

Il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza, che si è tenuto nel pomeriggio al Viminale, sta valutando con molta attenzione la questione che riguarda il presidente del Consiglio. Lo rivela il ministro Alfano: "Abbiamo affrontato, nel Comitato al Viminale, un tema grande di sicurezza che riguarda la persona del presidente del Consiglio". Quanto al gruppo nato su Facebook, aggiunge: "Mi aspetto che la magistratura faccia il proprio dovere indagando, perseguendo e trovando coloro i quali, inneggiado all'odio e all'omicidio, commettono un reato penale".

Per quel che riguarda l'indagine aperta dalla Procura di Roma, l'ipotesi di reato è di minacce gravi. Dopo l'analisi dei post del gruppo non è escluso che la Procura possa prendere in considerazione anche il reato di istigazione a delinquere. E potrebbero esere adottate misure cautelari, come l'oscuramento della pagina Facebook.


Ad alcuni il
pericolo connesso a questo genere di iniziative goliardiche risulta subito chiaro. Per tutti gli altri, spero di poter contribuire a chiarire le idee.
Con provocazioni come queste, due cose si riescono ad ottenere: La prima, di sfogare malamente le proprie ansie e frustrazioni. La seconda, l'innasprimento della repressione. Cosa si aspettavano i fondatori del gruppo? Di passarla liscia senza che nessuno li mettesse sotto indagine?
Ma io non mi preoccupo solo per i fondatori del gruppo. Nè per chi ci si è iscritto. La repressione non si abbatterà su di loro.
Ma su chi sta facendo le lotte sociali e sindacali nei territori. Il fatto che il Comitato Nazionale per l'ordine e la sicurezza stia valutando seriamente questo episodio di contestazione goliardica significa che nuovi provvedimenti saranno presi in materia di Ordine Pubblico. Non aspettavano l'ora. Non bisogna dargliene il motivo! Per quello che mi riguarda, ritengo grave l'esistenza di un gruppo come quello.
Concludo facendo appello alla parte
sana dell'opposizione in italia, alle cittadine e ai cittadini che sono stufi di doversi continuamente abbassare ai livelli di mediocrità cui non solo Berlusconi, ma tutto l'asse parlamentare ci ha da tempo abituati. Se libertà, eguaglianza, diversità, diritti sono i valori che vogliamo rappresentare, dobbiamo esserne all'altezza.
Da parte mia, io non devo vendervi prodotti editoriali o trasmissioni televisive. Perciò mi permetto di dire chiaro e tondo quello che penso.
Per abbattere il potere dei nani bisogna tornare ad essere grandi.
Non
abbassamoci alla mediocrità!

venerdì 24 luglio 2009

INFLUENZA A: GARATTINI, SU VACCINO PRESSIONE DELLE AZIENDE di Manuela Correra


Mi sono permessa questo copia-incolla dalla pagina Ansa perchè le informazioni che riporta sono della massima importanza ed è bene farle circolare il più possibile.

ROMA - Lo dice senza mezzi termini il farmacologo Silvio Garattini: se il virus A/H1N1 della nuova influenza non muterà, acquisendo dunque una maggiore virulenza rispetto allo stato attuale, la vaccinazione di massa annunciata dal governo italiano e da quelli di molti altri paesi "non è necessaria". Una corsa al vaccino, quella determinatasi nelle ultime settimane - mentre i vari colossi farmaceutici impegnati nella produzione si preparano ad avviare la sperimentazione clinica sull'uomo da agosto - che Garattini considera quanto meno eccessiva. Tutto si basa, dice in una intervista all'ANSA, su "ipotesi, di cui non si sa se siano vere o meno".

Perplessità, dunque, sulla reale opportunità ed efficacia dei piani di vaccinazione di massa. Ma non solo. Dietro quella che l'esperto definisce, appunto, una "corsa", si cela altro. Si celano, afferma, enormi interessi economici. Ed anche questo Garattini lo dice in modo chiaro: "Al momento c'é, certamente, una grande pressione da parte delle industrie, che da tale corsa trarranno molte risorse economiche". Un'opinione fuori dal coro, quella del direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, che invita anche a un'ulteriore riflessione: l'attenzione è tutta sulla nuova influenza e "si dimenticano - denuncia - le altre tragedie sanitarie in atto" come l'Aids e la malaria.

- C'E' ALLARMISMO, QUESTO E' UN VIRUS MITE - Il virus A/H1N1, ha spiegato Garattini già nelle scorse settimane, "ha una virulenza mite. Bisogna informare, ma il pericolo - sostiene - é per quelli che vengono dalle zone colpite". Quanto ai farmaci antivirali da utilizzarsi in caso di contagio, come il Tamiflu, Garattini rileva che "in realtà l'attività del farmaco è poca. Nell'influenza normale si risparmia un giorno di malattia su cinque o sei. Però - avverte - ci sono effetti collaterali. Non è che si faccia un grande affare a prenderlo".

- SE VIRUS NON MUTA VACCINAZIONE DI MASSA NON SERVE - Se il virus A/H1N1 manterrà il livello di virulenza attuale con la bassa aggressività clinica sinora registrata, "non c'é la necessità di vaccinare tutta la popolazione" ma, afferma l'esperto, "sarebbe piuttosto opportuno valutare l'ipotesi di vaccinare solo gli operatori sanitari".

- L'OMBRA DEGLI INTERESSI DELLE AZIENDE - "Certamente - ha detto Garattini - c'é una grande pressione da parte dell'industria, che ne trarrà molte risorse economiche". Infatti, "solo fra alcuni mesi si potrà vedere se è veramente necessario questo quantitativo di vaccino in produzione oppure no. Ma se il virus rimane quello che è al momento, allora non ci sarà bisogno di vaccinazioni di massa".

- ANCHE SE VIRUS MUTASSE NON E' DETTO VACCINO FUNZIONI - Se invece il virus dovesse mutare, ha avvertito Garattini, "non è detto che il vaccino in produzione sia in grado di proteggere". Dunque, "realisticamente - ha commentato - quello che andrebbe fatto in questo momento è cercare di diminuire le possibilità di infezione, controllando le frontiere e invitando la gente ad evitare luoghi a rischio e affollati e ad adottare strette misure igieniche".

- SI DIMENTICANO TRAGEDIE VERE - Il punto, avverte, "é che si sta focalizzando l'attenzione solo sulla nuova influenza, dimenticando le altre emergenze sanitarie in atto, a partire dall'Aids". Al momento, ha concluso Garattini, "non siamo di fronte a un reale pericolo e il numero di contagio da virus A/H1N1 nel mondo, sebbene in crescita, resta comunque inferiore a quello relativo a una normale influenza stagionale".

martedì 5 maggio 2009

A CHI NON PIACE LA PECORINA CON SCHIAFFETTO? Viaggio nel più piacevole dei piaceri per demistificare linguaggio e incomprensioni.


Ciao lettore che sei stato attirato dal titolo inusuale e degno di un blando forum erotico interneutico, e benvenuto. Devi sapere che all’inizio volevo intitolare il pezzo così: “PECORINA, FAVA E SCHIAFFETTO, ET VOILA’ IL MENAGE PERFETTO!” Poi ho capito che non potevo ancora presentarvi il mio lato più ludico e divertito. Eccerto, qui siamo tra compagni/e militanti, l’atmosfera è molto diversa da quella del camerino di un teatro, dove capita a volte che vecchie attrici navigate impartiscano lezioni alle giovani inesperte (o così credono loro!) su come praticare il pompino perfetto. Queste orecchie hanno udito cose che voi umani…

E invece a noi cosa succede quando si parla di questi argomenti? Ci si accapiglia: “Papi, Papi…ti faccio un pompi…” recita un mood che fa il verso a note e tristi vicende affatto politiche, non arrivando (nota bene) a completare la “parola”. “Non mi piace” rispondiamo io e poche altre. Di lì, comincia la bagarre. “Basta col vostro moralismo!” scrive lui. “Moralismo??” replichiamo noi. “Basta voi con le vostre impuntature!” “io m’indigno per ben altro: lo sfruttamento, la mafia, le morti sul lavoro!” strepita un altro. “Epperchè, noi no?!?” rispondiamo in coro. “la verità è che le offese sulle donne non contano mai un cazzo, anche per molti che dicono di stare a sinistra!”… “Ma fatela finita voi moraliste che non sapete leggere tra le righe!” “leggere tra le righe??!!??!! Ma che m’hai presa per cretina??” “e secondo voi esagero quando dico che il compromesso storico lo definisco come 40 anni di linguainculo DC-PCI? Mi dovrei appecoronare al linguaggio sinistrorso diessino?” …ok stop… “Ma vattela a pià ‘nd’ er cu…” …stop…”Compagno in piazza Fascista a letto!” “ compagna, compagna…compagna ‘sto ca…”…ho detto STOOOP!! Ma che è ‘sto spettacolo? Torniamo peggio dei quindicenni alla partita di calcetto… Cerchiamo di parlarne in modo sano e divertito, senza cadere negli azzuffamenti e nelle impuntature infantili degne di una scolaresca di 5 anni…Poi, moralista a me che ho nell’armadio un gatto a nove code e un paio di manette color fucsia?? Non che le abbia mai usate, per carità…
Ma perché succede questo? Perché quando ascolto vecchi attori maiali parlare di queste cose non mi offendo come mi offendo quando così si esprime un compagno? Ci ho pensato…ed ecco la risposta: il vecchio attore maiale sublima ad arte l’atto sessuale che non denigra, ma esalta. Porcellizza, ma non sminuisce. E se la porcellizzazione ti piace, buona camicia a tutti!
In politica l’espressione che connota l’atto sessuale prende tutt’altro significato. Cioè denigratorio. Quando si dice che “quella Ministra sta là perché è una pompinara”, si vuol dire che sta lì perché è servile. Quindi si fa l’equazione pompino = servilismo. Ed è vero, perché è in quella chiave che il ricevente s’è fatto fare “il servizietto”. Così, quando anche noi ci esprimiamo nel modo in cui il premier, o chi per lui, ci suggerisce, ne condividiamo troppo inconsapevolmente le basi ideologiche e culturali. In una parola siamo d’accordo con lui. Brrrrrrr….
Giochiamo a demistificare il linguaggio, e poi vedremo se ci verrà così naturale parlare ancora in quel modo…


Oggi parliamo della “PECORINA”.

TECNICA: Questa posizione è nota al grande pubblico come quella che permette all’atto sessuale di esprimersi nel modo più animalesco, selvaggio e privo di inibizioni poiché caratterizzata dalla posizione chiaramente animalesca in cui la donna o l’uomo che ricevono, stanno sulle quattro zampe e si lasciano penetrare alle loro spalle dal partner, privandosi in questo modo dello spettacolo esibito dalle rispettive espressioni buffe che invece ci si nega quando il partner ce l’hai davanti (ora provate a smentirmi questo!). Alle volte i più spregiudicati integrano la pratica dello schiaffetto su natica, più apprezzata dal mondo femminile di quanto normalmente si pensi (o almeno così credo io).

ORIGINI: Il nome lo si deve a un’antica tradizione di pastori che, diciamo così, per passare il lungo tempo a disposizione durante il pascolo, si accoppiavano con le pascolate, cioè le pecore… Solidarietà alle compagne pecore…

COME VIENE USATA L’ESPRESSIONE IN SENSO DENIGRATORIO?
Vengono usate spesso espressioni come “appecoronati”, “farselo mettere al…” “e tu ti ritrovi a quattro zampe col padrone che da dietro…” per esprimere disprezzo, condizione di servilismo oppure per dileggiare, offendere.

PORNO E PECORINA: Nel porno, la scena che siamo abituati a vedere è quella di una donna docile e in preghiera estatica che implora con voce rotta e lamentevole di “riceverne sempre di più”. Lei perde il controllo prima e meglio di lui, dal quale si fa “guidare”. E’ cioè completamente passiva. La perdita del controllo viene qui associata alla sottomissione, allo smarrimento. Il maschio continua ad essere presente, mentre la femmina si perde e dipende ormai totalmente da lui.

GLI INCONVENIENTI: Questa posizione non è proprio l’ideale per un incontro romantico. E poi, se lui va per le lunghe, alla fine tu donna ti ritrovi con le braccia anchilosate, cominci a perdere l’equilibrio e il piacere si trasforma in una snervante, impaziente attesa che tutto finisca al più presto.
Attenzione a non risultare monoritmici: rischiate di farla annoiare veramente e la prossima volta preferirà andare al cinema.

CRITICHE: La pecorina è una posizione che ha suscitato numerose critiche: alcuni ne sottolineano il carattere dominante/dominato, altri parlano del suo aspetto bestiale... Certo, l’uomo prende in mano la situazione, ma in realtà è una posizione che si realizza con la complicità dei due partner e che coinvolge tutto il corpo. Il rapporto sessuale è bello e piacevole quando consenziente da entrambe le parti, sennò non è un rapporto, ma un violento, inqualificabile assolo.
Smentiamo anche il fatto per il quale il partner ricevente è “passivo”. In realtà, e lo sapete bene, collabora molto anche lui/lei coi movimenti dei suoi fianchi.
Si dice comunemente che sia una posizione servile quella del ricevente. In che senso? In questo ho una lacuna, non l’ho ancora capito. Direi piuttosto che il ricevente è Re o Regina, servita nel modo più completo e soddisfacente…se il partner ne è all’altezza, ovviamente.
Infine, se per gli uomini la posizione da dietro è generalmente molto piacevole, può capitare che per alcune donne non sia così. Nell'ambito del genere femminile essa incontra un minore consenso. Per cui importantissimo ancora una volta è il ruolo della reale complicità dei due partner sessuali. Quindi la sensibilità di entrambi e la capacità di superare i limiti del comune pudore insieme, senza forzature. Insomma, deve piacere ad entrambi! Fate attenzione, poiché questa posizione può ingenerare in alcune donne un aumento del senso del pudore e anche della vergogna, poichè più esposte e meno corteggiate.

CONCLUSIONI: Vediamo quindi come la suddetta posizione sia molto eccitante ma, allo stesso tempo, su di lei gravano ancora una serie di tabù culturali che continuano, nonostante la decantata modernità della nostra società, a connotarla in senso anche negativo. Attenzione, ragazzi miei, al contesto culturale. Il sesso spontaneo è bello quando consapevole. Ci si deve divertire (almeno) in due! A volte però puoi bastare anche tu da solo…ma è evidente che non è questo il caso!

QUINDI: se concordiamo che nella pratica della suddetta posizione non vi sia traccia di passività o di asservimento; se concordiamo che è pratica spontanea, piacevole e divertente; se condividiamo la consapevolezza di una sessualità che a volte deve andare per gradi per arrivare a soddisfare tutti…che senso ha continuare ad usare espressioni come “appecoronati al padrone…” “gli ha dato il culo…” ecc…?
A voi le conclusioni.

Ah, un’ultima cosa: sconsigliata per chi soffre di emorroidi…