Ricevuto dal gruppo SOS SCUOLA - ASSEMBLEA PUBBLICA CITTADINA -
Sono stati approvati in Commissione Cultura della Camera dei deputati i Regolamenti che disciplinano il riordino delle scuole superiori con cui vengono abrogate le sperimentazioni in corso, vengono ridotti gli indirizzi scolastici ed il tempo scuola, viene differenziato il livello dell’istruzione, entrano nell’istituzione scolastica Comitati tecnico-scientifici con la presenza di enti esterni. L’insieme dei Regolamenti costituisce la cosiddetta “riforma Gelmini” che entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico, le cui iscrizioni dovranno essere eseguite entro il prossimo marzo senza che studenti e famiglie siano a conoscenza di quale sarà la reale offerta formativa.
…….. MA LA MOBILITAZIONE CONTINUA …….
Per dire NO
· ai Regolamenti sui Licei, Tecnici e Professionali, spacciati per semplificazione, ma che invece devastano e dequalificano la scuola
· al licenziamento di migliaia di insegnanti e personale Ata della scuola
· ai Tagli alla scuola all’università ed alla ricerca
· al ddl Gelmini sull’università, che rientra nella stessa logica di privatizzazione della formazione del pdl Aprea per la scuola, che attraverso la parcellizzazione dei provvedimenti è in corso di attuazione
· al tetto del 30% per gli immigrati
· alla riduzione dell’obbligo scolastico a 15 anni
PRESIDIO AL SENATO
(Piazza Navona)
mercoledì 27 gennaio 2010
dalle ore 14.30 alle 18.00
durante la discussione dei Regolamenti sulla scuola superiore
Assemblea del 18 gennaio 2010 al Liceo Russell
(Coordinamento dei lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma,
Coordinamento precari scuola di Roma, Collettivi studenti medi di Roma,
Coordinamento collettivi universitari, Coordinamento Fronte ribelle,
Coordinamento Non rubateci il futuro, Comitato insegnanti e Ata precari di Roma,
Rete degli studenti medi di Roma, Unione degli studenti di Roma, Giovani Comunisti di Roma,
Associazione Nazionale “Per la scuola della Repubblica”, Facciamo breccia,
Cobas scuola Roma, Flc-Cgil Roma centro, USI Roma, Cub scuola Roma,
Ricercatori e Tecnici ISPRA sul tetto)
venerdì 22 gennaio 2010
giovedì 17 dicembre 2009
Proposta per una riunione nazionale autoconvocata tra lavoratori, delegati, coordinamenti e dei comitati di lotta per la difesa del posto di lavoro e del salario. (Dal gruppo Facebook: contro i licenziamenti, lotta dura come alla INSE)
Come Coordinamento dei Lavoratori del Piceno e Coordinamento Lavoratori Uniti Contro la Crisi di Milano, riteniamo che per far fronte all'attacco generalizzato al salario e ai diritti di tutti i lavoratori da parte dei padroni e dei loro governi, attacco di portata nazionale e internazionale, è necessario ricostruire, il più velocemente possibile, un´unità sempre maggiore della classe lavoratrice a prescindere dal comparto lavorativo, dall'appartenenza sindacale, dalla nazionalità, ecc.
Dopo essersi arricchiti per anni con i frutti del nostro lavoro, aziende e imprese varie vogliono ora approfittare dell´acuirsi di questa profonda crisi economica per farne pagare interamente a noi lavoratori i costi. Tutto questo mentre spudoratamente chiedono a governi compiacenti nuovi sgravi e aiuti statali. Le speculazioni, le svendite, le delocalizzazioni, le cassa integrazioni ed i licenziamenti collettivi in atto stanno cancellando centinaia di migliaia di posti di lavoro e quasi tutti i diritti in termini di contrattazione, diritti, sicurezza. Milioni di persone sono di fronte all´unica prospettiva della miseria e della disoccupazione di massa, quando già la precarizzazione e la flessibilità degli ultimi hanno duramente compromesso il futuro delle giovani generazioni di lavoratrici e lavoratori.
È proprio il riconoscimento della necessità di una risposta unitaria alla crisi da parte dei lavoratori che ha ispirato la costruzione del coord. del Piceno e quello milanese, e di tanti altri comitati e coordinamenti di lotta che si stanno spontaneamente organizzando dal Lazio alla Sardegna, dalla Basilicata al Friuli, nel nord e nel sud Italia.
Ognuno di noi, nel proprio posto di lavoro ha scelto legittimamente come impostare la propria vertenza sindacale e da quale organizzazione farsi rappresentare. Tutti abbiamo bisogno di un forte sindacato di classe a livello di massa, ma non ci interessa qui costruire un´ennesima sigla. Al contrario, pensiamo che gli strumenti sindacali vadano rafforzati e condizionati con una forte spinta dal basso e una vasta unità delle lotte.
Riteniamo quindi che per rafforzare queste reti nate dal basso, per costruire legami unitari ancora più grandi e incisivi, per stimolare la costruzione di coordinamenti in ogni distretto produttivo, sia necessario organizzare un momento di confronto diretto e autoconvocato tra tutte queste realtà di lotta contro la crisi per tentare di costruire un coordinamento nazionale che ci permetta di condividere maggiormente informazioni, iniziative, momenti comuni di lotta che diano visibilità alle nostre ragioni troppo spesso oscurate e trascurate.
Un movimento fatto da lavoratori per difendere meglio lavoro e salario.
Proponiamo di organizzare una riunione nazionale per delegati rappresentanti di tutti i coordinamenti e comitati di lotta nati in tutto il paese.
Proponiamo che la riunione si tenga a Roma sabato 23 gennaio a partire dalle ore 11.
Vi invitiamo quindi a mettervi in contatto con noi per organizzare nel modo più condiviso e unitario possibile questa riunione
Ascoli-Milano 03/12/2009
Coordinamento dei Lavoratori del Piceno: Manuli - Maflow - IKK - Cartiera Alstrom- PAL Italia - Bentel - Itac - Prisman - Deatec
Coordinamento Lavoratori Uniti Contro la Crisi di Milano: Marcegaglia Buildtech - Maflow - OMNIA Service - Lares - Metalli Preziosi - Bitron
Per contattarci: riunionenazionale@yahoo.it
Ascoli: Andrea 3494103507
Milano: Massimiliano 3494906191
Dopo essersi arricchiti per anni con i frutti del nostro lavoro, aziende e imprese varie vogliono ora approfittare dell´acuirsi di questa profonda crisi economica per farne pagare interamente a noi lavoratori i costi. Tutto questo mentre spudoratamente chiedono a governi compiacenti nuovi sgravi e aiuti statali. Le speculazioni, le svendite, le delocalizzazioni, le cassa integrazioni ed i licenziamenti collettivi in atto stanno cancellando centinaia di migliaia di posti di lavoro e quasi tutti i diritti in termini di contrattazione, diritti, sicurezza. Milioni di persone sono di fronte all´unica prospettiva della miseria e della disoccupazione di massa, quando già la precarizzazione e la flessibilità degli ultimi hanno duramente compromesso il futuro delle giovani generazioni di lavoratrici e lavoratori.
È proprio il riconoscimento della necessità di una risposta unitaria alla crisi da parte dei lavoratori che ha ispirato la costruzione del coord. del Piceno e quello milanese, e di tanti altri comitati e coordinamenti di lotta che si stanno spontaneamente organizzando dal Lazio alla Sardegna, dalla Basilicata al Friuli, nel nord e nel sud Italia.
Ognuno di noi, nel proprio posto di lavoro ha scelto legittimamente come impostare la propria vertenza sindacale e da quale organizzazione farsi rappresentare. Tutti abbiamo bisogno di un forte sindacato di classe a livello di massa, ma non ci interessa qui costruire un´ennesima sigla. Al contrario, pensiamo che gli strumenti sindacali vadano rafforzati e condizionati con una forte spinta dal basso e una vasta unità delle lotte.
Riteniamo quindi che per rafforzare queste reti nate dal basso, per costruire legami unitari ancora più grandi e incisivi, per stimolare la costruzione di coordinamenti in ogni distretto produttivo, sia necessario organizzare un momento di confronto diretto e autoconvocato tra tutte queste realtà di lotta contro la crisi per tentare di costruire un coordinamento nazionale che ci permetta di condividere maggiormente informazioni, iniziative, momenti comuni di lotta che diano visibilità alle nostre ragioni troppo spesso oscurate e trascurate.
Un movimento fatto da lavoratori per difendere meglio lavoro e salario.
Proponiamo di organizzare una riunione nazionale per delegati rappresentanti di tutti i coordinamenti e comitati di lotta nati in tutto il paese.
Proponiamo che la riunione si tenga a Roma sabato 23 gennaio a partire dalle ore 11.
Vi invitiamo quindi a mettervi in contatto con noi per organizzare nel modo più condiviso e unitario possibile questa riunione
Ascoli-Milano 03/12/2009
Coordinamento dei Lavoratori del Piceno: Manuli - Maflow - IKK - Cartiera Alstrom- PAL Italia - Bentel - Itac - Prisman - Deatec
Coordinamento Lavoratori Uniti Contro la Crisi di Milano: Marcegaglia Buildtech - Maflow - OMNIA Service - Lares - Metalli Preziosi - Bitron
Per contattarci: riunionenazionale@yahoo.it
Ascoli: Andrea 3494103507
Milano: Massimiliano 3494906191
giovedì 3 dicembre 2009
Votato in Parlamento all'unanimità e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari.
Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.135,00 al mese.
Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
TUTTI ESENTASSE
+
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis
(nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).
Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi ( per ora!!! )
Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali
(in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera.
(Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino
Euro 2.215,00 al MINUTO !!
Far circolare...si sta promovendo un referendum per l'abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari...queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani...
Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
TUTTI ESENTASSE
+
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis
(nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).
Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi ( per ora!!! )
Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali
(in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera.
(Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino
Euro 2.215,00 al MINUTO !!
Far circolare...si sta promovendo un referendum per l'abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari...queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani...
A CHI SPETTA L'INDENNITA'. Dal gruppo "Lavoratori Pubblici" fonte INPS
dal gruppo lavoratori pubblici(fonte inps)
A chi spetta:
L'indennità spetta quando il lavoratore può far valere:
•un'anzianità assicurativa per la disoccupazione da almeno due anni (deve possedere, cioè, almeno un contributo settimanale versato prima del biennio precedente l'anno nel quale viene chiesta l'indennità): ad esempio, per le indennità pagate nel 2009, il contributo deve essere stato accreditato entro la fine del 2006;
•almeno 78 giornate di lavoro nell'anno precedente. Nel calcolo delle 78 giornate sono comprese anche le festività e le giornate di assenza indennizzate (indennità di malattia, maternità ecc.).
Quanto
Per i primi 120 giorni, l'indennità giornaliera non può superare il 35% della retribuzione media giornaliera (la percentuale sale al 40% per i periodi successivi), nei limiti di un importo massimo mensile lordo di € 858,58, elevato a € 1.031,93 per i lavoratori che possono far valere una retribuzione lorda mensile superiore a € 1.857,48.
L’indennità può essere riscossa con bonifico bancario o postale o pressi gli sportelli di un qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale, per un periodo corrispondente alle giornate effettivamente lavorate nell'anno precedente, e comunque per un periodo non superiore a 180 giornate.
Nel caso di accredito in conto corrente bancario o postale devono essere indicati anche gli estremi dell’ufficio pagatore presso cui si intende riscuotere la prestazione, nonché il codice IBAN completo e il numero di conto corrente.
Quando presentare la domanda:
La domanda va presentata all'Inps, su appositi moduli reperibili presso le Sedi, entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione.Il modulo di domanda è disponibile presso gli uffici dell’Inps e nella sezione “Moduli” del sito internet.
Ogni domanda per essere presa in esame deve contenere tutte le informazioni e la documentazione indispensabile, come previsto dall’art. 1 comma 783 della legge 296/06.
Per maggiori informazione fatevi un giro sul sito dell'Inps.
A chi spetta:
L'indennità spetta quando il lavoratore può far valere:
•un'anzianità assicurativa per la disoccupazione da almeno due anni (deve possedere, cioè, almeno un contributo settimanale versato prima del biennio precedente l'anno nel quale viene chiesta l'indennità): ad esempio, per le indennità pagate nel 2009, il contributo deve essere stato accreditato entro la fine del 2006;
•almeno 78 giornate di lavoro nell'anno precedente. Nel calcolo delle 78 giornate sono comprese anche le festività e le giornate di assenza indennizzate (indennità di malattia, maternità ecc.).
Quanto
Per i primi 120 giorni, l'indennità giornaliera non può superare il 35% della retribuzione media giornaliera (la percentuale sale al 40% per i periodi successivi), nei limiti di un importo massimo mensile lordo di € 858,58, elevato a € 1.031,93 per i lavoratori che possono far valere una retribuzione lorda mensile superiore a € 1.857,48.
L’indennità può essere riscossa con bonifico bancario o postale o pressi gli sportelli di un qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale, per un periodo corrispondente alle giornate effettivamente lavorate nell'anno precedente, e comunque per un periodo non superiore a 180 giornate.
Nel caso di accredito in conto corrente bancario o postale devono essere indicati anche gli estremi dell’ufficio pagatore presso cui si intende riscuotere la prestazione, nonché il codice IBAN completo e il numero di conto corrente.
Quando presentare la domanda:
La domanda va presentata all'Inps, su appositi moduli reperibili presso le Sedi, entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione.Il modulo di domanda è disponibile presso gli uffici dell’Inps e nella sezione “Moduli” del sito internet.
Ogni domanda per essere presa in esame deve contenere tutte le informazioni e la documentazione indispensabile, come previsto dall’art. 1 comma 783 della legge 296/06.
Per maggiori informazione fatevi un giro sul sito dell'Inps.
martedì 1 dicembre 2009
Ricevuto dal gruppo facebook: A FIANCO DEI LAVORATORI DELL'ADELCHI DI TRICASE
l'azienda non ha rispettato gli accordi (come era prevedibile) e l'ha comunicato con un fax di circa 4 righe venerdì sera, giorno in cui avrebbe dovuto invece richiamare 30 persone al lavoro per dare un segno alle istituzioni di voler riprendere l'attività prpduttiva. Nello stesso istante, ricevuta la notizia, gli operai presenti al presidio hanno occupato la sala del trono del municipio di tricase che dopo due ore è stata liberata in seguito all'intervento del sindaco. Oggi abbiamo azzardato un'azione con circa 40 persone (bloccando la statale 275 che collega lecce al basso salento) e diciamo che siamo riusciti a creare un po' di disagio ma il fine ultimo non è stato raggiunto, ossia una convocazione da parte del prefetto. Abbiamo invece ricevuto l'invito a sgombrare la strada. Da parte nostra l'ennesimo atto di buona volontà in cambio di una convocazione da ricevere entro la stessa giornata. Al momento non è stato fissato alcun incontro, attendiamo la mattinata di domani per avere notizie in merito.
Grazie a tutti coloro che continuano ad interessarsi alla vicenda e a sostenerci nella protesta.
Grazie a tutti coloro che continuano ad interessarsi alla vicenda e a sostenerci nella protesta.
sabato 21 novembre 2009
Dai lavoratori Agile ex Eutelia che stanno per perdere 9000 posti di lavoro. Per favore, fate girare.
Cari Amici
scusate se vi chiedo un piccolo aiuto;
io a altri 1191 colleghi della ditta Agile ex Eutelia una sede è anche a Pregnana Milanese (tutti derivanti da aziende come Olivetti e Bull):
a fine anno saremo tutti licenziati probabilmente senza poter usufruire degli ammortizzatori sociali.
Ben presto a noi si uniranno altri 6600 colleghi di Phonomedia uno dei più grandi call-center in Italia.
Tutto ciò grazie a degli imprenditori che qualcuno, con un eufemismo, ha definito "diversamente onesti"
Questo sta accadendo nel silenzio più totale, nonostante varie manifestazione anche eclatanti (incatenamenti davanti a Ministeri competenti, salite sui tetti delle sedi, occupazioni delle sedi), sembra che nessuno si accorga di noi.
Il Governo ci ignora, sembra che il destino di quasi 9000 famiglie non lo interessi nemmeno!
Non stiamo percependo alcun stipendio nè rimborsi spese ormai da 3
(tre)
mesi !!!!!!!!!!.
(conosco colleghi cinquantenni, con mutui e/o affitti, che per mantenere la famiglia chiedono soldi a genitori e suoceri!!!!!!!!)
Vista la situazione qualcuno ha pensato di usare il tam-tam delle mail come la vecchia "catena di S. Antonio"
per fare conoscere la nostra situazione al più alto numero di persone possibile, sperando che arrivi alle orecchie di qualcuno...."in alto".
Tutto quello che vi chiedo è :
Inviare al più presto una mail con l'allegato al maggior numero di amici possibile,
con la preghiera che loro lo inviino al maggior numero di amici possibile.
In questo modo in pochi giorni migliaia, forse,milioni di persone saranno al corrente di quanto ci sta succedendo e chissà che la voce non arrivi a chi è in grado di farsi sentire.
Per cortesia, fate capire ai vostri amici che NON è la solita catena di S.Antonio, NON è uno scherzo si tratta di 9000 famiglie che non sapranno come arrivare a fine mese !.
Vi ringrazio di cuore fin d'ora
gianfranco
p.s.
se qualcuno vuole dei chiarimenti divulgate pure il mio ind.mail e i miei numeri di telefono, mi fido di voi.
Gianfranco Fusaz
Montereale Valcellina
tel 0427-79306
cell 347-4688960
mail gfusaz@alice.it
scusate se vi chiedo un piccolo aiuto;
io a altri 1191 colleghi della ditta Agile ex Eutelia una sede è anche a Pregnana Milanese (tutti derivanti da aziende come Olivetti e Bull):
a fine anno saremo tutti licenziati probabilmente senza poter usufruire degli ammortizzatori sociali.
Ben presto a noi si uniranno altri 6600 colleghi di Phonomedia uno dei più grandi call-center in Italia.
Tutto ciò grazie a degli imprenditori che qualcuno, con un eufemismo, ha definito "diversamente onesti"
Questo sta accadendo nel silenzio più totale, nonostante varie manifestazione anche eclatanti (incatenamenti davanti a Ministeri competenti, salite sui tetti delle sedi, occupazioni delle sedi), sembra che nessuno si accorga di noi.
Il Governo ci ignora, sembra che il destino di quasi 9000 famiglie non lo interessi nemmeno!
Non stiamo percependo alcun stipendio nè rimborsi spese ormai da 3
(tre)
mesi !!!!!!!!!!.
(conosco colleghi cinquantenni, con mutui e/o affitti, che per mantenere la famiglia chiedono soldi a genitori e suoceri!!!!!!!!)
Vista la situazione qualcuno ha pensato di usare il tam-tam delle mail come la vecchia "catena di S. Antonio"
per fare conoscere la nostra situazione al più alto numero di persone possibile, sperando che arrivi alle orecchie di qualcuno...."in alto".
Tutto quello che vi chiedo è :
Inviare al più presto una mail con l'allegato al maggior numero di amici possibile,
con la preghiera che loro lo inviino al maggior numero di amici possibile.
In questo modo in pochi giorni migliaia, forse,milioni di persone saranno al corrente di quanto ci sta succedendo e chissà che la voce non arrivi a chi è in grado di farsi sentire.
Per cortesia, fate capire ai vostri amici che NON è la solita catena di S.Antonio, NON è uno scherzo si tratta di 9000 famiglie che non sapranno come arrivare a fine mese !.
Vi ringrazio di cuore fin d'ora
gianfranco
p.s.
se qualcuno vuole dei chiarimenti divulgate pure il mio ind.mail e i miei numeri di telefono, mi fido di voi.
Gianfranco Fusaz
Montereale Valcellina
tel 0427-79306
cell 347-4688960
mail gfusaz@alice.it
giovedì 5 novembre 2009
PIENI DI CROCEFISSI, POVERI D'IDENTITA'

L'Identità si tutela nel cuore, non nei simboli. Io lo so bene, poichè custodisco nel mio cuore la fede in Dio.
E l'identità di una nazione (ammesso che esista un 'identità univoca e io ho i miei dubbi) non può esprimersi in un'unica identità di fede. Soprattutto nei tempi della post modernità, in cui il rapporto con la religione è sentito in maniera molto debole rispetto al passato e in molti sono coloro che optano per scelte religiose o spirituali diverse. Democrazia vuol dire anche questo. Ad esempio, io che non sono straniera e non sono nemmeno cattolica, mai ho pensato al crocefisso come ad un simbolo che potesse esprimere la mia identità. Se un cattolico ha un'identità spirituale forte, lo sa nel suo cuore e non ha bisogno di feticci. Nè di imporre tali feticci a chi non li condivide.
Voglio spiegarmi meglio, perchè è un argomento a cui tengo in modo particolare.
La fede in Dio è abbandono, surrender. Un sentimento che risiede nel petto, una scintilla che brucia leggera e rischiara e dà la forza e il coraggio del cammino intrapreso. Soprattuto quando questo cammino conduce verso il cambiamento. E cambiare, lo sappiamo, fa male. Fa male lasciare per strada brandelli della propria personalità, quelli che in cui vedevi costituita la vera essenza di te stessa e che un giorno scopri essere solo fumo, apparenza e niente più. La fede supporta questo cammino.
Per questo credo che prima di schierarsi pro o contro l'imposizione del crocifisso nei luoghi pubblici, sarebbe il caso di soffermarsi tutt* a meditare sul significato della fede e dei suoi simboli. Credo che un* ver* cristian*, nonostante grande sia la distanza che ci separa, capisca e condivida le mie parole. Le persone che non la capiscono o non la condividono sono quelle che fanno della fede una religione, una chiesa, un partito, una parrocchia, un modo di socializzare, un modo di fare politica, di imporre usi, costumi, idee, credenze, "identità", storia, tradizione, menzogne, gerarchie, controllo sulle masse e via dicendo...Sono quelli cioè che la esteriorizzano, la rendono altro da sè. La fede è invece un sentire profondo, fisico. La senti nel corpo. Nella materia della tua propria carne.
Una volta che si è vissuta una esperienza come questa, si guarda ai feticci non con disprezzo. Ma con un sorriso leggero.
Mentre coloro che esteriorizzano, che per vivere i propri sentimenti (non solo quelli spirituali) sono costretti ad esternalizzarli e ad incarnarli in qualcosa al di fuori da sè, come un simbolo, sentono a loro volta la necessità di imporli anche a chi non li condivide. Il semplice fatto della non condivisione li mette in crisi, poichè si sentono a loro volta non condivisi, cioè attaccati, vulnerabili. Fragili. In parole povere, si trovano a tu per tu con la propria difficoltà di "sentire" e sentono vagamente che di fronte all'opinione "altra", la propria idea di sè stessi, l'immagine, l'"identità" che si sono costruiti con tanto sforzo crolla giù come un castello di carte mal costruito. Insomma, è come se qualcuno dicesse loro: Se io non li condivido quei crocifissi, puoi farlo anche tu. Cosa che inconsciamente temono, il non credere in ciò che professano. Queste persone, com'è il caso di dire, di poca fede mai ammetteranno - soprattutto a sè stesse - la loro difficoltà di "sentire". E' una questione molto delicata e per niente scontata. Spesso chi viene messo in discussione, reagisce in maniera violenta. Conosciamo la storia.
E la violenza diventa istituzionale quando la fede veste gli abiti della politica. Mi fanno sorridere questi leghisti ultra cattolici dediti ai loro feticci cristiani e ai rimpatri forzati dei clandestini. Rido amaro quando ricordo le persone che portavano le pagnotte sotto le finestre di Eluana Englaro. Rido di gusto quando qualche politico cattolico viene beccato con la prostituta di turno e invoca perdono e comprensione per la solitudine che è costretto a vivere.
Per ultimo, voglio concludere con un'ulteriore riflessione su un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti. Mi appare evidente, infatti, che oggi un crocifisso possa rappresentare l'Identità italiana solo attraverso un grande sforzo di fantasia. Guardiamo i giovani. Cosa è rimasto delle parrochie? della messa la domenica mattina? I giovani, ringraziando Iddio, sanno mescolarsi meglio fra di loro. Nelle scuole ragazzi e ragazze di provenienze e culture diverse hanno imparato a comunicare e ad aprire i loro orizzonti. Qualcuno ha perfino sostituito Dio con la playstation (non tutti ovviamente, ma direi in una buona maggioranza). E anche i loro genitori non sono da meno: lo hanno rimpiazzato con il cellulare di ultima generazione, la palestra e il televisore a schermo piatto. Politeisti! Non c'è futuro per la religione cattolica in questa nostra nazione.
A questo punto penso che tanto varrebbe che nei luoghi pubblici d'Italia si sostituisse il crocefisso con l'IPhone, oggetto di culto che oggi sembra rappresentare in modo senz'altro più adeguato l'identità di "noi italiani".
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