domenica 7 marzo 2010

NAPOLITANO VIENE DA LONTANO

Copiato e incollato dal blog di Beppe Grillo.


Napolitano viene da lontano. Era migliorista e berlusconiano. Gli articoli del suo settimanale "Il Moderno" (con pubblicità Finivest anni '80) superano persino le poesie di Bondi al "caro leader".
"Ad aprile del 1985 esce a Milano il primo numero de Il Moderno, mensile (poi settimanale) della corrente “migliorista” del Pci (la destra tecnocratica e filo-craxiana del partito, guidata da Giorgio Napolitano). Animato da Gianni Cervetti… all’insegna dello slogan “l’innovazione nella società, nell’economia, nella cultura” (p. 104)."
"Intanto a Milano il numero di febbraio 1986 de Il Moderno… scrive che “la rivoluzione Berlusconi [è] di gran lunga la più importante, cui ancora qualcuno si ostina a non portare il rispetto che merita per essere stato il principale agente di modernizzazione, nelle aziende, nelle agenzie, nei media concorrenti. Una rivoluzione che ha trasformato Milano in capitale televisiva e che ha fatto nascere, oltre a una cultura pubblicitaria nuova, mille strutture e capacità pro­duttive” (p. 115)".
«Il numero di aprile 1987 ... esce con un’intera pagina pubblicitaria della Fininvest. È la prima di una lunga serie di inserzioni pubblicitarie dalla misteriosa utilità per l’inserzionista, dato che il giornale è semi-clandestino e vende meno di 500 copie… Intanto uno dei fondatori del Moderno, l’onorevole Gianni Cervetti, alla metà di aprile è di nuovo a Mosca… E il 18 aprile l’a­genzia Ansa da Mosca informa che in Urss, insieme al compagno Cervetti, c’è anche Canale 5… (pp 126 -- 127)".
"A giugno 1989 ... pubblica un megaservizio su Giocare al calcio a Milano. Con un panegirico sul Berlusconi miracoloso presidente milanista che “ha cambiato tutto: adesso la sua squadra è una vera e propria azienda,” e così via. Il giornale della corrente di destra del Pci è ormai un bollettino della Fininvest, e le pagine di pubblicità comprate dal gruppo berlusconiano ormai non si contano (p. 148)".(*)
(*) Testi tratti dal libro: "Il Baratto" dal blog www.dirittodicritica.com 


LE PIAZZE CHE DICONO NO AL DECRETO SALVALISTE

DOMENICA 7 MARZO

Roma piazza Navona ore 15

Frosinone ore 18 davanti alla prefettura

Napoli ore 12 piazza del plebiscito in prefettura

Firenze ore 10.30 piazza della Repubblica 

Ferrara ore 15 piazza Castello 

Reggio Emilia ore 15 in Prefettura 

Bari ore 15.30 in piazza Prefettura 

Messina ore 10.30 piazza Unità D'Italia 

Campobasso ore 11 in Prefettura 

Pescara ore 16 in piazza Salotto 

Reggio Calabria ore 18 piazza Italia 

Napoli ore 12 in Prefettura (piazza del Plebiscito)

Arezzo ore 10,30 in Piazza Guido Monaco 

Sassari alle 14.00 in Piazza d'Italia

LUNEDI' 8 MARZO

Trieste ore 18.30 piazza Unità D'Italia 

Padova ore 17.30 Prefettura

Ferrara ore 18 davanti alla prefettura

 

MARTEDI' 9 MARZO 

Lecco ore 18 piazza XX Settembre

 

SABATO 13 MARZO

Manifestazione nazionale a Roma 

sabato 6 febbraio 2010

Barzelletta di Berlusconi in diretta a Betlemme: la Madonna e il sesso del bambino.

Questa la barzelletta.  Che oltretutto non fa neanche ridere. Raccontata il 04-02-2010 a una platea di frati.

Dopo la nascita di Gesù San Giuseppe vede Maria molto preoccupata e seria e le chiede del perché sia così triste. La Madonna risponde: “Non è niente, non ti preoccupare”.  Ma Giuseppe insiste, finché Maria gli risponde: “Oramai è fatta, è che preferivo una femminuccia”.

I frati però hanno riso...

La Carrefour, i nomadi e il "disservizio". Un'altra simpatica trovata in questa Italia di brava gente.

Esercizi di razzismo in libero stile alla Carrefour

Non c'è bisogno di commentare. Basta dare un 'occhiata a questa pagina di reclamo destinata ai clienti, dove si proponeva la possibilità di lamentarsi per la presenza di nomadi.

mercoledì 3 febbraio 2010

RICHIESTA DI SOLIDARIETà DA PARTE DEI LAVORATORI DELLA GIUSTIZIA

Dal gruppo FB SCIOPERO DEI LAVORATORI DELLA GIUSTIZIA: 5 FEBBRAIO 2010

APPELLO A TUTTI CITTADINI: MANIFESTATE CON I LAVORATORI DELLA GIUSTIZIA PERCHE' LA GIUSTIZIA E' DI TUTTI ED E' UN DIRITTO GARANTITO DALLA COSTITUZIONE. ECCO LA LISTA DELLE MANIFESTAZIONI IN TUTTA ITALIA:
ROMA: concentramento ore 9,30 piazzetta S. Marco (piazza venezia, fontana della Pigna), corteo fino al Ministero della Giustizia
MILANO: Presidio ore 10 davanti al Palazzo di Giustizia.
GENOVA: concentramento ore 9,30 davanti a Palazzo di Giustizia, poi corteo fino alla Prefettura con sosta davanti alla Regione.
NAPOLI: Presidio/volantinaggio al Centro Direzionale, piazza Cenni, Ingresso Tribunale, dalle ore 9,30.
FIRENZE: Presidio davanti alla prefettura dalle ore 10 e corteo fino alla Corte di Appello in via Cavour
TORINO: Presidio e volantinaggio davanti a palazzo di Giustizia dalle 8.00 alle 12.00
PALERMO: Manifestazione in Piazza della Memoria, cittadella Giudiziaria dalle 9 alle 12,30
CATANIA: Presidio davanti al Palazzo di Giustizia dalle ore 10.00
BARI: Presidio/Manifestazione davanti al Tribunale Penale (Via Nazariants)
ANCONA: Presidio davanti a palazzo di giustizia dalle 10.00 alle 12.00
VENEZIA: Presidio/manifestazione a Piazza Roma dalle 10.00
REGGIO CALABRIA: sit-in al Centro Direzionale, davanti agli uffici giudiziari.
CATANZARO: dalle ore 9.00 concentramento davanti la sede della Corte di Appello, poi corteo fino alla Prefettura.
PESCARA: presidio a Palazzo di Giustizia Pescara dalle 8.00 alle 12.00
TRENTO: sit-in davanti al Palazzo di Giustizia alle ore 9.00 e poi corteo fino al Commissariato del Governo per la consegna della mozione dello sciopero.
CAMPOBASSO: Presidio davanti al Tribunale dalle 10.00 alle 12.00
TRAPANI: Presidio davanti il Palazzo di Giustizia di Trapani
TRANI: Presidio davanti al Tribunale Penale di Trani (Piazza Duomo)
TARANTO: Presidio davanti al Palazzo di Giustizia di Taranto
LECCE: Presidio davanti al Palazzo di Giustizia dalle 7,30 alle 10.00.
FOGGIA: Presidio davanti al palazzo di Giustizia
FERRARA: Presidio/volantinaggio davanti al Tribunale a partire dalle 9.00
VICENZA: Presidio ore 9,30 davanti palazzo di giustizia e corteo fino alla prefettura
PADOVA: Presidio davanti palazzo di giustizia dalle 9,30
AVELLINO: Presidio davanti ai Tribunale
MATERA: Presidio a Palazzo di Giustizia dalle ore 9.00 alle ore 14.00.
BERGAMO: Presidio/volantinaggio dalle ore 8,30 davanti al Tribunale
SALERNO: Sit-in dalle ore 09.30 alle ore 12,.00 davanti l’entrata del Palazzo di Giustizia, Corso V. Emanuele .
BENEVENTO: Presidio davanti agli uffici giudiziari
FORLI’: Presidio davanti agli uffici giudiziari
SIRACUSA: Presidio davanti agli uffici giudiziari
SANT'ANGELO DEI LOMBARDI: Presidio davanti al Tribunale
ARIANO IRPINO: Presidio davanti al Tribunale

venerdì 22 gennaio 2010

PRESIDIO AL SENATO (Piazza Navona) mercoledì 27 gennaio 2010 dalle ore 14.30 alle 18.00

Ricevuto dal gruppo SOS SCUOLA  - ASSEMBLEA PUBBLICA CITTADINA -



Sono stati approvati in Commissione Cultura della Camera dei deputati i Regolamenti che disciplinano il riordino delle scuole superiori con cui vengono abrogate le sperimentazioni in corso, vengono ridotti gli indirizzi scolastici ed il tempo scuola, viene differenziato il livello dell’istruzione, entrano nell’istituzione scolastica Comitati tecnico-scientifici con la presenza di enti esterni. L’insieme dei Regolamenti costituisce la cosiddetta “riforma Gelmini” che entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico, le cui iscrizioni dovranno essere eseguite entro il prossimo marzo senza che studenti e famiglie siano a conoscenza di quale sarà la reale offerta formativa.






…….. MA LA MOBILITAZIONE CONTINUA …….


Per dire NO


· ai Regolamenti sui Licei, Tecnici e Professionali, spacciati per semplificazione, ma che invece devastano e dequalificano la scuola


· al licenziamento di migliaia di insegnanti e personale Ata della scuola


· ai Tagli alla scuola all’università ed alla ricerca


· al ddl Gelmini sull’università, che rientra nella stessa logica di privatizzazione della formazione del pdl Aprea per la scuola, che attraverso la parcellizzazione dei provvedimenti è in corso di attuazione


· al tetto del 30% per gli immigrati


· alla riduzione dell’obbligo scolastico a 15 anni


PRESIDIO AL SENATO


(Piazza Navona)


mercoledì 27 gennaio 2010


dalle ore 14.30 alle 18.00


durante la discussione dei Regolamenti sulla scuola superiore


Assemblea del 18 gennaio 2010 al Liceo Russell
(Coordinamento dei lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma,
Coordinamento precari scuola di Roma, Collettivi studenti medi di Roma,
Coordinamento collettivi universitari, Coordinamento Fronte ribelle,
Coordinamento Non rubateci il futuro, Comitato insegnanti e Ata precari di Roma,
Rete degli studenti medi di Roma, Unione degli studenti di Roma, Giovani Comunisti di Roma,
Associazione Nazionale “Per la scuola della Repubblica”, Facciamo breccia,
Cobas scuola Roma, Flc-Cgil Roma centro, USI Roma, Cub scuola Roma,
Ricercatori e Tecnici ISPRA sul tetto)

giovedì 17 dicembre 2009

Proposta per una riunione nazionale autoconvocata tra lavoratori, delegati, coordinamenti e dei comitati di lotta per la difesa del posto di lavoro e del salario. (Dal gruppo Facebook: contro i licenziamenti, lotta dura come alla INSE)


Come Coordinamento dei Lavoratori del Piceno e Coordinamento Lavoratori Uniti Contro la Crisi di Milano, riteniamo che per far fronte all'attacco generalizzato al salario e ai diritti di tutti i lavoratori da parte dei padroni e dei loro governi, attacco di portata nazionale e internazionale, è necessario ricostruire, il più velocemente possibile, un´unità sempre maggiore della classe lavoratrice a prescindere dal comparto lavorativo, dall'appartenenza sindacale, dalla nazionalità, ecc.


Dopo essersi arricchiti per anni con i frutti del nostro lavoro, aziende e imprese varie vogliono ora approfittare dell´acuirsi di questa profonda crisi economica per farne pagare interamente a noi lavoratori i costi. Tutto questo mentre spudoratamente chiedono a governi compiacenti nuovi sgravi e aiuti statali. Le speculazioni, le svendite, le delocalizzazioni, le cassa integrazioni ed i licenziamenti collettivi in atto stanno cancellando centinaia di migliaia di posti di lavoro e quasi tutti i diritti in termini di contrattazione, diritti, sicurezza. Milioni di persone sono di fronte all´unica prospettiva della miseria e della disoccupazione di massa, quando già la precarizzazione e la flessibilità degli ultimi hanno duramente compromesso il futuro delle giovani generazioni di lavoratrici e lavoratori.


È proprio il riconoscimento della necessità di una risposta unitaria alla crisi da parte dei lavoratori che ha ispirato la costruzione del coord. del Piceno e quello milanese, e di tanti altri comitati e coordinamenti di lotta che si stanno spontaneamente organizzando dal Lazio alla Sardegna, dalla Basilicata al Friuli, nel nord e nel sud Italia.


Ognuno di noi, nel proprio posto di lavoro ha scelto legittimamente come impostare la propria vertenza sindacale e da quale organizzazione farsi rappresentare. Tutti abbiamo bisogno di un forte sindacato di classe a livello di massa, ma non ci interessa qui costruire un´ennesima sigla. Al contrario, pensiamo che gli strumenti sindacali vadano rafforzati e condizionati con una forte spinta dal basso e una vasta unità delle lotte.


Riteniamo quindi che per rafforzare queste reti nate dal basso, per costruire legami unitari ancora più grandi e incisivi, per stimolare la costruzione di coordinamenti in ogni distretto produttivo, sia necessario organizzare un momento di confronto diretto e autoconvocato tra tutte queste realtà di lotta contro la crisi per tentare di costruire un coordinamento nazionale che ci permetta di condividere maggiormente informazioni, iniziative, momenti comuni di lotta che diano visibilità alle nostre ragioni troppo spesso oscurate e trascurate.


Un movimento fatto da lavoratori per difendere meglio lavoro e salario.


Proponiamo di organizzare una riunione nazionale per delegati rappresentanti di tutti i coordinamenti e comitati di lotta nati in tutto il paese.
Proponiamo che la riunione si tenga a Roma sabato 23 gennaio a partire dalle ore 11.
Vi invitiamo quindi a mettervi in contatto con noi per organizzare nel modo più condiviso e unitario possibile questa riunione


Ascoli-Milano 03/12/2009


Coordinamento dei Lavoratori del Piceno: Manuli - Maflow - IKK - Cartiera Alstrom- PAL Italia - Bentel - Itac - Prisman - Deatec


Coordinamento Lavoratori Uniti Contro la Crisi di Milano: Marcegaglia Buildtech - Maflow - OMNIA Service - Lares - Metalli Preziosi - Bitron


Per contattarci: riunionenazionale@yahoo.it
Ascoli: Andrea 3494103507
Milano: Massimiliano 3494906191

giovedì 3 dicembre 2009

Votato in Parlamento all'unanimità e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari.


Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.135,00 al mese.

Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.


STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE

STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese

PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese

INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)




TUTTI ESENTASSE
+

TELEFONO CELLULARE gratis

TESSERA DEL CINEMA gratis

TESSERA TEATRO gratis

TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis

FRANCOBOLLI gratis

VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis

PISCINE E PALESTRE gratis

FS gratis

AEREO DI STATO gratis

AMBASCIATE gratis

CLINICHE gratis

ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis

ASSICURAZIONE MORTE gratis

AUTO BLU CON AUTISTA gratis

RISTORANTE gratis

(nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).

Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi ( per ora!!! )

Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali

(in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera.

(Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)

La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

La sola camera dei deputati costa al cittadino

Euro 2.215,00 al MINUTO !!

Far circolare...si sta promovendo un referendum per l'abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari...queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani...

A CHI SPETTA L'INDENNITA'. Dal gruppo "Lavoratori Pubblici" fonte INPS


dal gruppo lavoratori pubblici(fonte inps)

A chi spetta:
L'indennità spetta quando il lavoratore può far valere:

•un'anzianità assicurativa per la disoccupazione da almeno due anni (deve possedere, cioè, almeno un contributo settimanale versato prima del biennio precedente l'anno nel quale viene chiesta l'indennità): ad esempio, per le indennità pagate nel 2009, il contributo deve essere stato accreditato entro la fine del 2006;
•almeno 78 giornate di lavoro nell'anno precedente. Nel calcolo delle 78 giornate sono comprese anche le festività e le giornate di assenza indennizzate (indennità di malattia, maternità ecc.).


Quanto
Per i primi 120 giorni, l'indennità giornaliera non può superare il 35% della retribuzione media giornaliera (la percentuale sale al 40% per i periodi successivi), nei limiti di un importo massimo mensile lordo di € 858,58, elevato a € 1.031,93 per i lavoratori che possono far valere una retribuzione lorda mensile superiore a € 1.857,48.

L’indennità può essere riscossa con bonifico bancario o postale o pressi gli sportelli di un qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale, per un periodo corrispondente alle giornate effettivamente lavorate nell'anno precedente, e comunque per un periodo non superiore a 180 giornate.

Nel caso di accredito in conto corrente bancario o postale devono essere indicati anche gli estremi dell’ufficio pagatore presso cui si intende riscuotere la prestazione, nonché il codice IBAN completo e il numero di conto corrente.

Quando presentare la domanda:
La domanda va presentata all'Inps, su appositi moduli reperibili presso le Sedi, entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione.Il modulo di domanda è disponibile presso gli uffici dell’Inps e nella sezione “Moduli” del sito internet.

Ogni domanda per essere presa in esame deve contenere tutte le informazioni e la documentazione indispensabile, come previsto dall’art. 1 comma 783 della legge 296/06.
Per maggiori informazione fatevi un giro sul sito dell'Inps.

martedì 1 dicembre 2009

Ricevuto dal gruppo facebook: A FIANCO DEI LAVORATORI DELL'ADELCHI DI TRICASE


l'azienda non ha rispettato gli accordi (come era prevedibile) e l'ha comunicato con un fax di circa 4 righe venerdì sera, giorno in cui avrebbe dovuto invece richiamare 30 persone al lavoro per dare un segno alle istituzioni di voler riprendere l'attività prpduttiva. Nello stesso istante, ricevuta la notizia, gli operai presenti al presidio hanno occupato la sala del trono del municipio di tricase che dopo due ore è stata liberata in seguito all'intervento del sindaco. Oggi abbiamo azzardato un'azione con circa 40 persone (bloccando la statale 275 che collega lecce al basso salento) e diciamo che siamo riusciti a creare un po' di disagio ma il fine ultimo non è stato raggiunto, ossia una convocazione da parte del prefetto. Abbiamo invece ricevuto l'invito a sgombrare la strada. Da parte nostra l'ennesimo atto di buona volontà in cambio di una convocazione da ricevere entro la stessa giornata. Al momento non è stato fissato alcun incontro, attendiamo la mattinata di domani per avere notizie in merito.

Grazie a tutti coloro che continuano ad interessarsi alla vicenda e a sostenerci nella protesta.

sabato 21 novembre 2009

Dai lavoratori Agile ex Eutelia che stanno per perdere 9000 posti di lavoro. Per favore, fate girare.


Cari Amici
scusate se vi chiedo un piccolo aiuto;
io a altri 1191 colleghi della ditta Agile ex Eutelia una sede è anche a Pregnana Milanese (tutti derivanti da aziende come Olivetti e Bull):
a fine anno saremo tutti licenziati probabilmente senza poter usufruire degli ammortizzatori sociali.
Ben presto a noi si uniranno altri 6600 colleghi di Phonomedia uno dei più grandi call-center in Italia.

Tutto ciò grazie a degli imprenditori che qualcuno, con un eufemismo, ha definito "diversamente onesti"
Questo sta accadendo nel silenzio più totale, nonostante varie manifestazione anche eclatanti (incatenamenti davanti a Ministeri competenti, salite sui tetti delle sedi, occupazioni delle sedi), sembra che nessuno si accorga di noi.
Il Governo ci ignora, sembra che il destino di quasi 9000 famiglie non lo interessi nemmeno!

Non stiamo percependo alcun stipendio nè rimborsi spese ormai da 3
(tre)
mesi !!!!!!!!!!.
(conosco colleghi cinquantenni, con mutui e/o affitti, che per mantenere la famiglia chiedono soldi a genitori e suoceri!!!!!!!!)

Vista la situazione qualcuno ha pensato di usare il tam-tam delle mail come la vecchia "catena di S. Antonio"
per fare conoscere la nostra situazione al più alto numero di persone possibile, sperando che arrivi alle orecchie di qualcuno...."in alto".

Tutto quello che vi chiedo è :
Inviare al più presto una mail con l'allegato al maggior numero di amici possibile,
con la preghiera che loro lo inviino al maggior numero di amici possibile.
In questo modo in pochi giorni migliaia, forse,milioni di persone saranno al corrente di quanto ci sta succedendo e chissà che la voce non arrivi a chi è in grado di farsi sentire.
Per cortesia, fate capire ai vostri amici che NON è la solita catena di S.Antonio, NON è uno scherzo si tratta di 9000 famiglie che non sapranno come arrivare a fine mese !.

Vi ringrazio di cuore fin d'ora
gianfranco

p.s.
se qualcuno vuole dei chiarimenti divulgate pure il mio ind.mail e i miei numeri di telefono, mi fido di voi.

Gianfranco Fusaz
Montereale Valcellina
tel 0427-79306
cell 347-4688960
mail gfusaz@alice.it

giovedì 5 novembre 2009

PIENI DI CROCEFISSI, POVERI D'IDENTITA'


L'Identità si tutela nel cuore, non nei simboli. Io lo so bene, poichè custodisco nel mio cuore la fede in Dio.
E l'identità di una nazione (ammesso che esista un 'identità univoca e io ho i miei dubbi) non può esprimersi in un'unica identità di fede. Soprattutto nei tempi della post modernità, in cui il rapporto con la religione è sentito in maniera molto debole rispetto al passato e in molti sono coloro che optano per scelte religiose o spirituali diverse. Democrazia vuol dire anche questo. Ad esempio, io che non sono straniera e non sono nemmeno cattolica, mai ho pensato al crocefisso come ad un simbolo che potesse esprimere la mia identità. Se un cattolico ha un'identità spirituale forte, lo sa nel suo cuore e non ha bisogno di feticci. Nè di imporre tali feticci a chi non li condivide.

Voglio spiegarmi meglio, perchè è un argomento a cui tengo in modo particolare.
La fede in Dio è abbandono, surrender. Un sentimento che risiede nel petto, una scintilla che brucia leggera e rischiara e dà la forza e il coraggio del cammino intrapreso. Soprattuto quando questo cammino conduce verso il cambiamento. E cambiare, lo sappiamo, fa male. Fa male lasciare per strada brandelli della propria personalità, quelli che in cui vedevi costituita la vera essenza di te stessa e che un giorno scopri essere solo fumo, apparenza e niente più. La fede supporta questo cammino.

Per questo credo che prima di schierarsi pro o contro l'imposizione del crocifisso nei luoghi pubblici, sarebbe il caso di soffermarsi tutt* a meditare sul significato della fede e dei suoi simboli. Credo che un* ver* cristian*, nonostante grande sia la distanza che ci separa, capisca e condivida le mie parole. Le persone che non la capiscono o non la condividono sono quelle che fanno della fede una religione, una chiesa, un partito, una parrocchia, un modo di socializzare, un modo di fare politica, di imporre usi, costumi, idee, credenze, "identità", storia, tradizione, menzogne, gerarchie, controllo sulle masse e via dicendo...Sono quelli cioè che la esteriorizzano, la rendono altro da sè. La fede è invece un sentire profondo, fisico. La senti nel corpo. Nella materia della tua propria carne.
Una volta che si è vissuta una esperienza come questa, si guarda ai feticci non con disprezzo. Ma con un sorriso leggero.
Mentre coloro che esteriorizzano, che per vivere i propri sentimenti (non solo quelli spirituali) sono costretti ad esternalizzarli e ad incarnarli in qualcosa al di fuori da sè, come un simbolo, sentono a loro volta la necessità di imporli anche a chi non li condivide. Il semplice fatto della non condivisione li mette in crisi, poichè si sentono a loro volta non condivisi, cioè attaccati, vulnerabili. Fragili. In parole povere, si trovano a tu per tu con la propria difficoltà di "sentire" e sentono vagamente che di fronte all'opinione "altra", la propria idea di sè stessi, l'immagine, l'"identità" che si sono costruiti con tanto sforzo crolla giù come un castello di carte mal costruito. Insomma, è come se qualcuno dicesse loro: Se io non li condivido quei crocifissi, puoi farlo anche tu. Cosa che inconsciamente temono, il non credere in ciò che professano. Queste persone, com'è il caso di dire, di poca fede mai ammetteranno - soprattutto a sè stesse - la loro difficoltà di "sentire". E' una questione molto delicata e per niente scontata. Spesso chi viene messo in discussione, reagisce in maniera violenta. Conosciamo la storia.
E la violenza diventa istituzionale quando la fede veste gli abiti della politica. Mi fanno sorridere questi leghisti ultra cattolici dediti ai loro feticci cristiani e ai rimpatri forzati dei clandestini. Rido amaro quando ricordo le persone che portavano le pagnotte sotto le finestre di Eluana Englaro. Rido di gusto quando qualche politico cattolico viene beccato con la prostituta di turno e invoca perdono e comprensione per la solitudine che è costretto a vivere.
Per ultimo, voglio concludere con un'ulteriore riflessione su un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti. Mi appare evidente, infatti, che oggi un crocifisso possa rappresentare l'Identità italiana solo attraverso un grande sforzo di fantasia. Guardiamo i giovani. Cosa è rimasto delle parrochie? della messa la domenica mattina? I giovani, ringraziando Iddio, sanno mescolarsi meglio fra di loro. Nelle scuole ragazzi e ragazze di provenienze e culture diverse hanno imparato a comunicare e ad aprire i loro orizzonti. Qualcuno ha perfino sostituito Dio con la playstation (non tutti ovviamente, ma direi in una buona maggioranza). E anche i loro genitori non sono da meno: lo hanno rimpiazzato con il cellulare di ultima generazione, la palestra e il televisore a schermo piatto. Politeisti! Non c'è futuro per la religione cattolica in questa nostra nazione.
A questo punto penso che tanto varrebbe che nei luoghi pubblici d'Italia si sostituisse il crocefisso con l'IPhone, oggetto di culto che oggi sembra rappresentare in modo senz'altro più adeguato l'identità di "noi italiani".

giovedì 29 ottobre 2009

Perdono il posto di lavoro ma nessuno ne parla.

operai-thumb.jpg


Dalla voce di un operario della Nilfisk:

NILFISK ADVANCE DI GUARDAMIGLIO (LODI): LA MULTINAZIONALE SCAPPA A FAR
PROFITTI IN UNGHERIA E NOI PADRI DI FAMIGLIA COSA FACCIAMO?...CHIEDEREMO A
BERLUSCONI DI ASSUMERCI PER COSTRUIRE IL PONTE SULLO STRETTO?

Altri lavoratori perdono il posto di lavoro e ancora una volta, i media non ne parlano.

mercoledì 28 ottobre 2009

GLI OPERAI DELLA BIRAGHI NON VENGONO PAGATI DA 3 MESI E I GIORNALI NON NE PARLANO


ho appena ricevuto questo messaggio su Facebook:

Questa mattina alle 8 gli operai della BIRAGHI pompe e fonderie di Gravellona Lomellina (PV), hanno bloccato la fabbrica con un presidio davanti ai cancelli, per il mancato pagamento dello stipendio da 3 mesi. L' azienda che non ha problemi di commesse e continua a rimandare i pagamenti con il senno di poi! Gli operai bloccheranno ogni attività fino a quando inizierà il pagamento degli stipendi. Chiedono inoltre il sostegno per pubblicizzare il più possibile la loro situazione, in modo da fare sin da subito una pressione psicologica sul padrone!

Ho fatto subito una ricerca su internet per trovare un'agenzia stampa che ne parlasse ma non ho trovato nulla! e ora che sto scrivendo sono le 14:14 ...

venerdì 23 ottobre 2009

Perchè gruppi come "UCCIDIAMO BERLUSCONI" oltre ad essere inutili sono anche dannosi.


Stamattina alle 7.20 apro la pagina de la Repubblica per la consueta rassegna stampa e trovo un articolo con questo titolo: "Web, oltre 14mila per "Uccidiamo Berlusconi"
Alfano: "Indagine sulla sicurezza del premier". Non conoscendo l'esistenza di questo gruppo su
facebook prima leggo l'articolo poi vado a cercarlo. Vi riporto la parte finale dell'articolo, che è la più importante:

Il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza, che si è tenuto nel pomeriggio al Viminale, sta valutando con molta attenzione la questione che riguarda il presidente del Consiglio. Lo rivela il ministro Alfano: "Abbiamo affrontato, nel Comitato al Viminale, un tema grande di sicurezza che riguarda la persona del presidente del Consiglio". Quanto al gruppo nato su Facebook, aggiunge: "Mi aspetto che la magistratura faccia il proprio dovere indagando, perseguendo e trovando coloro i quali, inneggiado all'odio e all'omicidio, commettono un reato penale".

Per quel che riguarda l'indagine aperta dalla Procura di Roma, l'ipotesi di reato è di minacce gravi. Dopo l'analisi dei post del gruppo non è escluso che la Procura possa prendere in considerazione anche il reato di istigazione a delinquere. E potrebbero esere adottate misure cautelari, come l'oscuramento della pagina Facebook.


Ad alcuni il
pericolo connesso a questo genere di iniziative goliardiche risulta subito chiaro. Per tutti gli altri, spero di poter contribuire a chiarire le idee.
Con provocazioni come queste, due cose si riescono ad ottenere: La prima, di sfogare malamente le proprie ansie e frustrazioni. La seconda, l'innasprimento della repressione. Cosa si aspettavano i fondatori del gruppo? Di passarla liscia senza che nessuno li mettesse sotto indagine?
Ma io non mi preoccupo solo per i fondatori del gruppo. Nè per chi ci si è iscritto. La repressione non si abbatterà su di loro.
Ma su chi sta facendo le lotte sociali e sindacali nei territori. Il fatto che il Comitato Nazionale per l'ordine e la sicurezza stia valutando seriamente questo episodio di contestazione goliardica significa che nuovi provvedimenti saranno presi in materia di Ordine Pubblico. Non aspettavano l'ora. Non bisogna dargliene il motivo! Per quello che mi riguarda, ritengo grave l'esistenza di un gruppo come quello.
Concludo facendo appello alla parte
sana dell'opposizione in italia, alle cittadine e ai cittadini che sono stufi di doversi continuamente abbassare ai livelli di mediocrità cui non solo Berlusconi, ma tutto l'asse parlamentare ci ha da tempo abituati. Se libertà, eguaglianza, diversità, diritti sono i valori che vogliamo rappresentare, dobbiamo esserne all'altezza.
Da parte mia, io non devo vendervi prodotti editoriali o trasmissioni televisive. Perciò mi permetto di dire chiaro e tondo quello che penso.
Per abbattere il potere dei nani bisogna tornare ad essere grandi.
Non
abbassamoci alla mediocrità!

venerdì 24 luglio 2009

INFLUENZA A: GARATTINI, SU VACCINO PRESSIONE DELLE AZIENDE di Manuela Correra


Mi sono permessa questo copia-incolla dalla pagina Ansa perchè le informazioni che riporta sono della massima importanza ed è bene farle circolare il più possibile.

ROMA - Lo dice senza mezzi termini il farmacologo Silvio Garattini: se il virus A/H1N1 della nuova influenza non muterà, acquisendo dunque una maggiore virulenza rispetto allo stato attuale, la vaccinazione di massa annunciata dal governo italiano e da quelli di molti altri paesi "non è necessaria". Una corsa al vaccino, quella determinatasi nelle ultime settimane - mentre i vari colossi farmaceutici impegnati nella produzione si preparano ad avviare la sperimentazione clinica sull'uomo da agosto - che Garattini considera quanto meno eccessiva. Tutto si basa, dice in una intervista all'ANSA, su "ipotesi, di cui non si sa se siano vere o meno".

Perplessità, dunque, sulla reale opportunità ed efficacia dei piani di vaccinazione di massa. Ma non solo. Dietro quella che l'esperto definisce, appunto, una "corsa", si cela altro. Si celano, afferma, enormi interessi economici. Ed anche questo Garattini lo dice in modo chiaro: "Al momento c'é, certamente, una grande pressione da parte delle industrie, che da tale corsa trarranno molte risorse economiche". Un'opinione fuori dal coro, quella del direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, che invita anche a un'ulteriore riflessione: l'attenzione è tutta sulla nuova influenza e "si dimenticano - denuncia - le altre tragedie sanitarie in atto" come l'Aids e la malaria.

- C'E' ALLARMISMO, QUESTO E' UN VIRUS MITE - Il virus A/H1N1, ha spiegato Garattini già nelle scorse settimane, "ha una virulenza mite. Bisogna informare, ma il pericolo - sostiene - é per quelli che vengono dalle zone colpite". Quanto ai farmaci antivirali da utilizzarsi in caso di contagio, come il Tamiflu, Garattini rileva che "in realtà l'attività del farmaco è poca. Nell'influenza normale si risparmia un giorno di malattia su cinque o sei. Però - avverte - ci sono effetti collaterali. Non è che si faccia un grande affare a prenderlo".

- SE VIRUS NON MUTA VACCINAZIONE DI MASSA NON SERVE - Se il virus A/H1N1 manterrà il livello di virulenza attuale con la bassa aggressività clinica sinora registrata, "non c'é la necessità di vaccinare tutta la popolazione" ma, afferma l'esperto, "sarebbe piuttosto opportuno valutare l'ipotesi di vaccinare solo gli operatori sanitari".

- L'OMBRA DEGLI INTERESSI DELLE AZIENDE - "Certamente - ha detto Garattini - c'é una grande pressione da parte dell'industria, che ne trarrà molte risorse economiche". Infatti, "solo fra alcuni mesi si potrà vedere se è veramente necessario questo quantitativo di vaccino in produzione oppure no. Ma se il virus rimane quello che è al momento, allora non ci sarà bisogno di vaccinazioni di massa".

- ANCHE SE VIRUS MUTASSE NON E' DETTO VACCINO FUNZIONI - Se invece il virus dovesse mutare, ha avvertito Garattini, "non è detto che il vaccino in produzione sia in grado di proteggere". Dunque, "realisticamente - ha commentato - quello che andrebbe fatto in questo momento è cercare di diminuire le possibilità di infezione, controllando le frontiere e invitando la gente ad evitare luoghi a rischio e affollati e ad adottare strette misure igieniche".

- SI DIMENTICANO TRAGEDIE VERE - Il punto, avverte, "é che si sta focalizzando l'attenzione solo sulla nuova influenza, dimenticando le altre emergenze sanitarie in atto, a partire dall'Aids". Al momento, ha concluso Garattini, "non siamo di fronte a un reale pericolo e il numero di contagio da virus A/H1N1 nel mondo, sebbene in crescita, resta comunque inferiore a quello relativo a una normale influenza stagionale".

martedì 5 maggio 2009

A CHI NON PIACE LA PECORINA CON SCHIAFFETTO? Viaggio nel più piacevole dei piaceri per demistificare linguaggio e incomprensioni.


Ciao lettore che sei stato attirato dal titolo inusuale e degno di un blando forum erotico interneutico, e benvenuto. Devi sapere che all’inizio volevo intitolare il pezzo così: “PECORINA, FAVA E SCHIAFFETTO, ET VOILA’ IL MENAGE PERFETTO!” Poi ho capito che non potevo ancora presentarvi il mio lato più ludico e divertito. Eccerto, qui siamo tra compagni/e militanti, l’atmosfera è molto diversa da quella del camerino di un teatro, dove capita a volte che vecchie attrici navigate impartiscano lezioni alle giovani inesperte (o così credono loro!) su come praticare il pompino perfetto. Queste orecchie hanno udito cose che voi umani…

E invece a noi cosa succede quando si parla di questi argomenti? Ci si accapiglia: “Papi, Papi…ti faccio un pompi…” recita un mood che fa il verso a note e tristi vicende affatto politiche, non arrivando (nota bene) a completare la “parola”. “Non mi piace” rispondiamo io e poche altre. Di lì, comincia la bagarre. “Basta col vostro moralismo!” scrive lui. “Moralismo??” replichiamo noi. “Basta voi con le vostre impuntature!” “io m’indigno per ben altro: lo sfruttamento, la mafia, le morti sul lavoro!” strepita un altro. “Epperchè, noi no?!?” rispondiamo in coro. “la verità è che le offese sulle donne non contano mai un cazzo, anche per molti che dicono di stare a sinistra!”… “Ma fatela finita voi moraliste che non sapete leggere tra le righe!” “leggere tra le righe??!!??!! Ma che m’hai presa per cretina??” “e secondo voi esagero quando dico che il compromesso storico lo definisco come 40 anni di linguainculo DC-PCI? Mi dovrei appecoronare al linguaggio sinistrorso diessino?” …ok stop… “Ma vattela a pià ‘nd’ er cu…” …stop…”Compagno in piazza Fascista a letto!” “ compagna, compagna…compagna ‘sto ca…”…ho detto STOOOP!! Ma che è ‘sto spettacolo? Torniamo peggio dei quindicenni alla partita di calcetto… Cerchiamo di parlarne in modo sano e divertito, senza cadere negli azzuffamenti e nelle impuntature infantili degne di una scolaresca di 5 anni…Poi, moralista a me che ho nell’armadio un gatto a nove code e un paio di manette color fucsia?? Non che le abbia mai usate, per carità…
Ma perché succede questo? Perché quando ascolto vecchi attori maiali parlare di queste cose non mi offendo come mi offendo quando così si esprime un compagno? Ci ho pensato…ed ecco la risposta: il vecchio attore maiale sublima ad arte l’atto sessuale che non denigra, ma esalta. Porcellizza, ma non sminuisce. E se la porcellizzazione ti piace, buona camicia a tutti!
In politica l’espressione che connota l’atto sessuale prende tutt’altro significato. Cioè denigratorio. Quando si dice che “quella Ministra sta là perché è una pompinara”, si vuol dire che sta lì perché è servile. Quindi si fa l’equazione pompino = servilismo. Ed è vero, perché è in quella chiave che il ricevente s’è fatto fare “il servizietto”. Così, quando anche noi ci esprimiamo nel modo in cui il premier, o chi per lui, ci suggerisce, ne condividiamo troppo inconsapevolmente le basi ideologiche e culturali. In una parola siamo d’accordo con lui. Brrrrrrr….
Giochiamo a demistificare il linguaggio, e poi vedremo se ci verrà così naturale parlare ancora in quel modo…


Oggi parliamo della “PECORINA”.

TECNICA: Questa posizione è nota al grande pubblico come quella che permette all’atto sessuale di esprimersi nel modo più animalesco, selvaggio e privo di inibizioni poiché caratterizzata dalla posizione chiaramente animalesca in cui la donna o l’uomo che ricevono, stanno sulle quattro zampe e si lasciano penetrare alle loro spalle dal partner, privandosi in questo modo dello spettacolo esibito dalle rispettive espressioni buffe che invece ci si nega quando il partner ce l’hai davanti (ora provate a smentirmi questo!). Alle volte i più spregiudicati integrano la pratica dello schiaffetto su natica, più apprezzata dal mondo femminile di quanto normalmente si pensi (o almeno così credo io).

ORIGINI: Il nome lo si deve a un’antica tradizione di pastori che, diciamo così, per passare il lungo tempo a disposizione durante il pascolo, si accoppiavano con le pascolate, cioè le pecore… Solidarietà alle compagne pecore…

COME VIENE USATA L’ESPRESSIONE IN SENSO DENIGRATORIO?
Vengono usate spesso espressioni come “appecoronati”, “farselo mettere al…” “e tu ti ritrovi a quattro zampe col padrone che da dietro…” per esprimere disprezzo, condizione di servilismo oppure per dileggiare, offendere.

PORNO E PECORINA: Nel porno, la scena che siamo abituati a vedere è quella di una donna docile e in preghiera estatica che implora con voce rotta e lamentevole di “riceverne sempre di più”. Lei perde il controllo prima e meglio di lui, dal quale si fa “guidare”. E’ cioè completamente passiva. La perdita del controllo viene qui associata alla sottomissione, allo smarrimento. Il maschio continua ad essere presente, mentre la femmina si perde e dipende ormai totalmente da lui.

GLI INCONVENIENTI: Questa posizione non è proprio l’ideale per un incontro romantico. E poi, se lui va per le lunghe, alla fine tu donna ti ritrovi con le braccia anchilosate, cominci a perdere l’equilibrio e il piacere si trasforma in una snervante, impaziente attesa che tutto finisca al più presto.
Attenzione a non risultare monoritmici: rischiate di farla annoiare veramente e la prossima volta preferirà andare al cinema.

CRITICHE: La pecorina è una posizione che ha suscitato numerose critiche: alcuni ne sottolineano il carattere dominante/dominato, altri parlano del suo aspetto bestiale... Certo, l’uomo prende in mano la situazione, ma in realtà è una posizione che si realizza con la complicità dei due partner e che coinvolge tutto il corpo. Il rapporto sessuale è bello e piacevole quando consenziente da entrambe le parti, sennò non è un rapporto, ma un violento, inqualificabile assolo.
Smentiamo anche il fatto per il quale il partner ricevente è “passivo”. In realtà, e lo sapete bene, collabora molto anche lui/lei coi movimenti dei suoi fianchi.
Si dice comunemente che sia una posizione servile quella del ricevente. In che senso? In questo ho una lacuna, non l’ho ancora capito. Direi piuttosto che il ricevente è Re o Regina, servita nel modo più completo e soddisfacente…se il partner ne è all’altezza, ovviamente.
Infine, se per gli uomini la posizione da dietro è generalmente molto piacevole, può capitare che per alcune donne non sia così. Nell'ambito del genere femminile essa incontra un minore consenso. Per cui importantissimo ancora una volta è il ruolo della reale complicità dei due partner sessuali. Quindi la sensibilità di entrambi e la capacità di superare i limiti del comune pudore insieme, senza forzature. Insomma, deve piacere ad entrambi! Fate attenzione, poiché questa posizione può ingenerare in alcune donne un aumento del senso del pudore e anche della vergogna, poichè più esposte e meno corteggiate.

CONCLUSIONI: Vediamo quindi come la suddetta posizione sia molto eccitante ma, allo stesso tempo, su di lei gravano ancora una serie di tabù culturali che continuano, nonostante la decantata modernità della nostra società, a connotarla in senso anche negativo. Attenzione, ragazzi miei, al contesto culturale. Il sesso spontaneo è bello quando consapevole. Ci si deve divertire (almeno) in due! A volte però puoi bastare anche tu da solo…ma è evidente che non è questo il caso!

QUINDI: se concordiamo che nella pratica della suddetta posizione non vi sia traccia di passività o di asservimento; se concordiamo che è pratica spontanea, piacevole e divertente; se condividiamo la consapevolezza di una sessualità che a volte deve andare per gradi per arrivare a soddisfare tutti…che senso ha continuare ad usare espressioni come “appecoronati al padrone…” “gli ha dato il culo…” ecc…?
A voi le conclusioni.

Ah, un’ultima cosa: sconsigliata per chi soffre di emorroidi…

domenica 3 maggio 2009

CARO/A COMPAGNO/A, IL LINGUAGGIO CHE USI MI OFFENDE E CI INCATENA. Osservazioni sull'utilizzo del linguaggio sessista di troppi/e compagni/e


A fronte di una discussione telematica che ho appena avuto io mi chiedo, e chiedo a tutti/e voi: come si fa a definire sè stessi "compagno/a" e a continuare ad utilizzare un linguaggio come: il pompinaggio, leccaculaggio, zoccola, puttana per offendere la controparte politica? Perchè si insiste sul fatto che un pompino, una pecorina, una zoccola ecc..consistano in cose o persone così scadenti, servili e sporche da poterle usare per offendere chi non stimiamo? E soprattutto non riesco a capire perchè, una volta che si è fatto notare che noi in quanto compagni/e dovremmo essere i primi/e a trovare altre forma del linguaggio, forme che non avallino la cultura del sessismo e della violenza sessuale, ecco mi chiedo perchè le reazioni siano spesso altrettanto violente e di chiusura, come se ci si volesse aggrappare a quelle espressioni come il bimbo fa con la coperta. In cosa rassicurano queste espressioni in chi le esplicita? Ci si sente più forti? Moralmente e fisicamente? Ci si sente superiori? Quanti di noi pensano che un pompino sia un fatto che connota la persona che lo fa come servile? Mmm...temo non poche...temo la maggioranza. Perchè in tantissimi non riescono ad abbandonare questo linguaggio adolescenziale? Cosa, cosa, cosa li/le tiene legati a questo? Perchè si contraggono, si contorcono, si isterizzano se solo gli si osserva che il linguaggio che loro adottano è offensivo per le donne e per i gay? Come si fa a ritenere una tale osservazione una cosa su cui sopravvolare? Come si può essere ciechi al punto di non vedere che quel linguaggio lì, caro/a compagno/a rivluzionario/a, è un linguaggio REAZIONARIO che incatena anche te? Cosa ti costa variare un pò del tuo vocabolario?
Le espressioni che usano i fatti del sesso per connotare negativamente la controparte sono frutto di una mentalità fascista. Del più forte contro chi si espone. Di chi ce l'ha duro. Di chi si prende il potere di giudicare cosa è sporco e servile e cosa no. Cosa vuol dire fascista allora? veramente pensiamo che il fascista sia solo un vecchio nostalgico? O forse non è un atteggiamento mentale, quello dell'arrogante che insulta, che ti tiene sotto, che si sente forte e che però poi ti dice, dandoti una pacca sulla spalla: in fondo le mignotte io le rispetto.
Trovo che questo linguaggio rispecchi una mentalità adolescenziale, volgare, senza argomenti, violenta, aggressiva e, sopratutto, udite udite miei/mei cari/e compagni/e: REAZIONARIA.
Bene, spero che chi continua ad usare questo linguaggio aggrappandocisi disperatamente come ultima dimostrazione di potenza della propria individualità sessuale, non abbia poi la faccia di urlare contro lo stupro e la violenza sulle donne. Insomma, che sia coerente col linguaggio che ha scelto e che usa. Personalmente non ho più intenzione di condividere il mio dolore con gli ipocriti e con chi non riesce a mettersi in discussione.
Chi vuole cambiare il mondo deve trovare il coraggio di cambiare sè stesso. Altrimenti ci stiamo solo prendendo in giro. Trovati un altro hobby.

giovedì 30 aprile 2009

IN FILA DAL DOTTORE...MENO MALE CHE SILVIO C'E'!


E' tardi cavolo! Qualcuno mi apre la porta ed entrando vedo la sala gremita di gente. Niente, le mie speranze di una fila veloce per la visita si estinguono rapidamente. Tentenno, magari torno un'altra volta...Ma decido di forzarmi e di mettermi buona buona ad aspettare, non posso rimandare sempre! Svogliata, prendo il numeretto ...Mentre mi siedo un' anziana signora mi segue con lo sguardo. Faccio sempre questo effetto, qualcuno vuole sempre parlare con me...si vede che ho l'aspetto di quella che sa ascoltare la gente...falsooo...E ora che faccio? come inganno l'attesa? Mi guardo intorno e scorgo la solita pila di giornali coi soliti titoli, gli stessi che trovi dal parrucchiere e dal dentista. Meglio di niente, penso. Ma quando allungo la mano per prenderne uno non so cosa scegliere. Chi? Diva? Panorama? no, basta, non mi va più. Nel ritrarre la mano, appoggio la nuca al muro e socchiudo gli occhi. "Perchè puzzano e sò vestiti male!". Risvegliata da queste parole, spalanco gli occhi e li indirizzo nella direzione da cui proveniva la voce. Naturalmente ho riconosciuto il tema sull'istante..."E' per questo che le vuole lì in parlamento. E certo, guarda queste! Sò racchie in confronto a st'altre! Eh, è evidente...". Questa osservazione mi fa sorridere. Certo, nella mia mente sfilano le immagini di donne in politica come la Bindi, la Binetti e la Finocchiaro...No, aspetta, quest'ultima non si può dire che sia una racchia, anzi. Certo non è una velina, ma ha un suo fascino. Intellettuale direi. "Ecchele, guardale qua!" Prosegue il signore da dietro il banco delle segretarie, rivolgendosi ad un'interlocutrice silenziosa ma annuente. La testa china mi fa supporre che stia leggendo un quotidiano. "E una moglie non se la deve prendere per una cosa così?" L'interlocutrice silenziosa continua a muovere su e giù la testa in segno di consenso. Io comincio a fremere. "Ci siamo - penso - eccomi testimone dell'effetto soap opera. Ora comincerà a difendere la povera Veronica da quel briccone del marito!" Mi mordo la lingua, la tentazione di intervenire sull'argomento comincia a premere lo stomaco. "Lo sa, no? che ha fatto? S'è presentato a mezzanotte ad una festa dov'erano tutte diciottenni!". L'interlocutrice continua ad annuire silenziosamente, credo che ormai abbia inserito l'annuimento automatico. Lui, un uomo che avrà avuto la sua sessantina, continua a sfogliare il quotidiano in estasi, completamente rapito dal soggetto della storia. Un'attenzione, un'atteggiamento di venerazione quasi cristiani. E' un credente senza dubbio. Crede nelle balle dei giornali! La mia eccitazione s'accresce. Ora mi si agitano anche i piedi, sento di esserci vicina. Mi trattengo a stento. Non riuscivo a tollerarlo, sebbene riuscissi a crederci perfettamente. Quell'uomo è sinceramente partecipe dei sentimenti di donna Veronica. La appoggia. E' con lei sinceramente solidale!! Si identifica nelle sofferenze, nei dolori che quella povera donna deve passare a causa del marito birbone. "Veronica è di sinistra! Appoggia la sinistra!! Lo dice il giornale!!!". A queste parole mi sgorga incontrollato una risata un pò sguaiata, ma pare che nessuno ci abbia fatto caso. E' così che sta andando avanti questa storia. Nei bar, negli uffici, sugli autobus, nelle sale d'attesa dei Dottori. Siamo stati tutti catturati dallo stesso plot. Di pessima fattura, per giunta. "Lei non se ne separa perchè in fondo lo ama. E poi non le conviene!". Ferma, 'bbona, zitta! non intervenire! lascia che tutto si svolga come deve essere. Decido di rimanere testimone. In quel momento, proprio lì, in quel preciso istante, guardando quella scena, mi sono sentita come davanti la grande scatola mediatica. Ne sono rimasta incollata, non riesco ad alzarmi. L'Italia è piombata tutta intera dentro un fumettone, una soap opera di pessima qualità, una grande illusione mediatica. E nel frattempo non si parla più di sfollati, di protezione civile, di ricostruzione, di centrali nucleari, di truffe monetarie ai danni dei Comuni, di Sindaci che si dimettono a causa della mafia, di politici corrotti, di pacchetto sicurezza, di crisi ecc...Siamo dentro la grande macchina mediatica che produce irrealtà da vivere. Partecipiamo ai dolori di Donna Veronica, le cui sofferenze contribuiscono a costruire per lei una leggenda intramontabile, come quella di Haudrey Hepburn, tanto amata dal pubblico perchè sfigata in amore. Siamo nel Truman Show. Cercano di farci vivere una vita irreale, quella di persone che non conosceremo mai. E intanto si "occupano" di noi. E io che fremo, fremo, fremo. Ma non intervengo. Meglio ascoltare, meglio capire come funzionano le cose. Il tempo per parlare verrà. Tutto sommato mi ritengo fortunata: Ho avuto di che distrarmi nella lunga attesa dal Dottore. Meno male che Silvio c'è! La prossima volta però, niente ritardi!

mercoledì 29 aprile 2009

I SEGRETI ALLA BASE DELLA FAMOSA SAGA BERLUSKONIFULL


Lo sapete cos'è un plot high-concept? E' la sceneggiatura "forte" alla base di un film di successo. Lo sapete come si scrive un film high-concept? Semplice: Prendete tre tipi di conflitto: Il primo Globale (ad es. il conflitto di un imprenditore rampante che vuole salvare il suo amato paese dalla imminente presa del potere di pericolosi comunisti nostalgici dell'URSS), poi interpersonale (il conflitto di questo imprenditore che si mette in politica si concretizza nelle relazioni coi suoi oppositori comunisti, come Di Pietro o l'ex andreottiano Franceschini) ed infine il conflitto personale (cioè come la vita personale di questo nobil uomo viene effettata dalle sue coraggiose scelte politiche, ad es. i riflessi familiari di questa scelta). Perchè si usano questi tre titpi di conflitto in un film commerciale e di successo? Semplice: perchè il conflitto è ciò che ci tiene incollati allo schermo. Ed è l'ingrediente che gli autori usano per far si che lo spettatore si identifichi coi personaggi del suo film. Queste sono banali regole che ogni scrittore ed autore usano come strumenti base del loro lavoro. Ecco, le uscite di donna Veronica e le risposte del marito Premier vanno viste nell'ottica di completare il terzo conflitto. E' l'ingrediente in più che ci fa seguire la soap opera come fossimo di casa. L'ingrediente che ci aiuta ad identificarci nelle banali discussioni della famiglia Berlusconi. La nostra attenzione su Silvio è in questo modo completa, entriamo nell'intimo di casa sua (o così crediamo di fare), ce lo familiarizza. In un certo senso, ce lo rende umano, meno distante, quasi simpatico. Le uscite di Berluska e compari non sono mai lasciate al caso. Dietro di esse c'è la direzione sapiente di una regia che sa come ottenere la nostra attenzione. E non solo, la nostra simpatia. Distogliendoci dallo sfondo, quello dietro le cose apparenti, il background dove si concludono le vicende importanti del nostro paese.